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Sacrestia maggiore della Cattedrale di Santa Maria Reale dell’Almudena di Madrid
Calle Bailen 8 – Madrid, Spagna

La parete sinistra
L’Arcangelo Michele: A lato dell’angelo Michele si espliciterà il vero senso della creazione. Secondo la tradizione, la liturgia è quella che svela e realizza il vero senso del creato nei sacramenti.

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Parete di sinistra:
l’arcangelo Michele

Sacrestia della Cattedrale di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Settembre 2005


Il battesimo di nostro Signore: sta di fronte alla scena della creazione delle acque e dei pesci. Il battesimo di Cristo rivela il vero significato dell’acqua e dei pesci. “Pesce”, icthys in greco, Iesous Christos Theou Yios Soter, cioè “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore. L’azione dello Spirito Santo nel mondo si riflette, innanzitutto, sulla sostanza materiale cosmica, che è spiritualizzata. Come nella creazione del mondo lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque, così nel battesimo di Cristo lo Spirito Santo discese su di Lui e consacrò le acque del Giordano; ed in questa discesa pose il principio della nuova materia del mondo. Questo carattere della materia, secondo S. Bulgakov, spiega la sua capacità di arrivare ad essere “materia” del sacramento, di essere un canale dei doni dello Spirito, unito alla materia... La materia del sacramento è quella stessa materia, spiritualizzata, del secolo futuro, allo stesso modo di come le acque del Giordano sono già “le acque di vita” che germogliano dal trono di Dio e dell’Agnello della nuova Gerusalemme (Ap 22,1).

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Parete di sinistra:
il battesimo di Gesù

Sacrestia della Cattedrale di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Settembre 2005


La frazione del pane ad Emmaus: sta di fronte alla scena della creazione della terra, degli alberi, delle piante e del grano. Si passa, dunque, dal pane al vero Pane. Il senso della creazione è la partecipazione nell’amore. L’unità del tavolo eucaristico è quella della carità. I discepoli di Emmaus, mediante la frazione del pane, riconoscono il Signore. Questo episodio ci aiuta ad evidenziare il senso di tutto il creato che è aiutarci a riconoscere il Signore.

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Parete di sinistra:
il pane spezzato a Emmaus

Sacrestia della Cattedrale di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Settembre 2005


La resurrezione composta come una discesa agli inferi – la cui ispirazione si deve alla lettura di scritti di sant’Efrem il Siro – è la scena che sta di fronte alla scena della creazione di Adamo e di Eva. La discesa agli inferi avviene per “tirare fuori” dalla morte Adamo ed Eva, cioè tutta l’umanità. La morte è il salario del peccato. Se Cristo ha assunto l’umanità, allora in Lui la nostra umanità già è redenta. Questa salvezza per noi si apre nel battesimo che è il passaggio, con Cristo, attraverso la croce, la morte e la sepoltura, fino alla resurrezione (cf Rm 6,3-11). Il vero uomo è l’uomo redento. L’uomo innestato nel nuovo Adamo è presentato al Padre come figlio nel Figlio. La resurrezione-discesa agli inferi è in qualche modo già presente anche nella tradizione spagnola, come testimonia ad esempio una bella pala dell’arcivescovo Sancho de Rojas dipinta da Rodriguez de Toledo agli inizi del XV secolo, esposta ora al Museo del Prado. Oggi può essere un momento particolarmente adeguato per ricorrere a questa tradizione perché si sperimenta una stanchezza generale e la morte a tutti i livelli. Occorre far vedere che la vera antropologia si basa sulla creazione, la trasfigurazione e la redenzione.

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Parete sinistra:
la discesa agli inferi o risurrezione, cioè la ricreazione di Adamo e di Eva.

Sacrestia della Cattedrale di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Settembre 2005


La parete di ingresso
La Saggezza divina, testimone e custode della creazione
Di fronte alle “due mani” con cui il Padre crea il mondo, Cristo e lo Spirito Santo, è raffigurata la Sapienza divina che si compiaceva davanti a Dio mentre creava: “Dall’eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata. Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo; quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso; quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso; quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante; dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo” (Pr 8,23-31).
La Sapienza divina è la visione di Dio mentre crea, è la sua idea, la sua immaginazione, il suo progetto. Per questo motivo si può giustamente capire come la memoria e la custodia del creato. “La Saggezza è l’angelo custode del mondo che, come un uccello che cova i suoi piccoli, copre con le sue ali tutte le creature per elevarle, a poco a poco, verso l’essere autentico”, dice V. Solov’ëv.
La Saggezza divina è presente in tutto quello che è creato: “Tutto ciò che è nascosto e ciò che è palese io lo so, poiché mi ha istruito la sapienza, artefice di tutte le cose. In essa c’è uno spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile, mobile, penetrante, senza macchia, terso, inoffensivo, amante del bene, acuto, libero, benefico, amico dell’uomo, stabile, sicuro, senz’affanni, onnipotente, onniveggente e che pervade tutti gli spiriti intelligenti, puri, sottilissimi. La sapienza è il più agile di tutti i moti; per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa. È un’emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dell’Onnipotente, per questo nulla di contaminato in essa s’infiltra. È un riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività di Dio e un’immagine della sua bontà. Sebbene unica, essa può tutto; pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova e attraverso le età, entrando nelle anime sante, forma amici di Dio e profeti” (Sap 7,21-27).
“Sta, disseminata in tutto il creato, la presenza di una memoria divina che custodisce in primo luogo il mondo nel suo disegno, e inoltre lo conduce sempre di più verso una esplicita rivelazione di questa realtà interna del mondo. L’essenza celeste nascosta sotto le apparenze del mondo inferiore era lo spirito luminoso dell’umanità rigenerata, l’Angelo custode della terra, la manifestazione futura e definitiva di Dio”, afferma V. Solov’ëv.
La Saggezza divina è, pertanto, un principio di pensiero vivo, non astratto. Appartiene a Dio. E’ il principio della personificazione. Il pensiero sapienziale ragiona rispetto alla relazione tra il creato e il Creatore. La Saggezza, dunque, si concentra in Cristo, nella Madre di Dio e nella Chiesa.
Oggi, una mentalità basata sui principi astratti ha creato una scienza ed un sapere che non tengono conto della vera vita. Perciò è particolarmente importante far vedere che le idee affondano nelle idee di Dio e che per questo motivo sono vive. La stessa cosa vale anche per le nostre immagini. Si tratta, pertanto, di un modo sapienziale di pensare: la Sapienza unisce conoscenza e vita. La conoscenza che si traduce in uno stile di vita fa sì che la vita duri eternamente.

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Parete di ingresso:
la Sapienza divina, testimone e custode della creazione.

Sacrestia della Cattedrale di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Settembre 2005


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