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Sala capitolare della Cattedrale di Santa Maria Reale dell’Almudena di Madrid
Calle Bailen 8 – Madrid, Spagna

Parete della trasfigurazione
La richiesta del cardinale titolare della cattedrale di Madrid rivolta all’Atelier all’inizio della progettazione dei lavori musivi della sala capitolare era che in questo spazio si esprimesse una teologia trinitaria.
Se nella sacrestia l’ispirazione era stata l’idea di sant’Ireneo del Padre che crea il mondo con le sue due mani, cioè il Figlio e lo Spirito Santo, qui si è partiti riprendendo Bulgakov e la sua tesi secondo la quale l’amore di Dio ha due dimensioni: cristologica e pneumatologica.
La scena della trasfigurazione è stata ritenuta l’ideale per esprimere questo, essendo una scena trinitaria in cui c’è la voce del Padre, c’è il Figlio e c’è la luce dello Spirito Santo.
Ma è anche vero che nella trasfigurazione Cristo annuncia la sua Pasqua e in qualche modo la anticipa e fa vedere che anche quando il suo volto sarà coperto di sputi e schiaffeggiato sarà lo stesso volto apparso nella luce senza tramonto sul monte Tabor.
Cristo unisce in un modo straordinario due realtà: la luce e la sofferenza della morte. Dunque si presta immediatamente a questa interpretazione cristologica da un lato drammatica, tragica dell’amore e dall’altro penumatologica, con una dimensione di gioia, di superamento della tragedia. Per questo, quindi, si è optato per la realizzazione della scena della trasfigurazione.

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Parete della trasfigurazione
Sala capitolare di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Ottobre 2006


Cristo è inserito in una mandorla che si compone e scompone. Non è una mandorla ferma, statica.
L’approfondimento teologico di riferimento più profondo sottostante a questa immagine della mandorla è la dottrina delle energie di Gregorio Palamas. Se alcuni Padri hanno detto che la mandorla è praticamente la nube teofanica, Palamas va oltre e dice che dall’esterno questa nube è affascinante e luminosa, ma entrando in essa si entra nell’impenetrabilità della conoscenza di Dio. Perciò qui all’esterno è stata fatta piena di oro e all’interno totalmente buia.
A tal proposito Palamas diceva che questo buio interno significa anche che si sono oscurate tutte le luci del mondo, incluso il sole, perché adesso il vero ed unico sole si è rivelato: il Sole della giustizia, così chiamato anche nell’Apocalisse.
Perciò qui, per l’equilibrio della composizione, gli artisti hanno concentrato il blu in modo compatto intorno a Cristo e hanno fatto delle fasce scure ai lati, in cui si vedono squarci di blu spezzati dalla luce del Sole, che è Cristo.
Ai lati sono rappresentati Elia e Mosè, a significare la convergenza della legge e dei profeti in Cristo, ma anche Cristo come criterio di ogni spirito profetico e di ogni legislazione che sorgerà.
Mancano consciamente i discepoli perché – tenendo conto che questi mosaici hanno sempre una quarta dimensione dove chi guarda “entra” nell’opera d’arte – i discepoli dovrebbero trovarsi sotto a questa scena, dove è collocato il tavolo a cui siedono i quattro vescovi di Madrid, che sono dunque i discepoli.

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Cristo trasfigurato

Sala capitolare di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Ottobre 2006


Nella parete della trasfigurazione vediamo a sinistra, nell’angolo estremo – come chiave di lettura, il simbolo biblico con cui leggere tutto – Abramo pronto a sacrificare Isacco, espressione della dimensione sacrificale dell’amore. Lo sguardo di Abramo è fortissimo. Da notare anche l’accostamento tra la testa rovesciata di Isacco, con sopra il coltello, e l’oro a destra e un’ombra rossa che richiama il sacrificio, il sangue, a sinistra.

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Il sacrificio di Isacco
Sala capitolare di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Ottobre 2006


All’angolo destro della parete della trasfigurazione è raffigurata la visione di Ezechiele, la valle di ossa morte che rivivono sotto il soffio dello Spirito. Si è voluta rappresentare facendo una sorta di flusso, per indicare la dimensione pneumatologica, gioiosa dell’amore.

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La visione di Ezechiele delle ossa aride
Sala capitolare di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Ottobre 2006


Parete della presentazione-deposizione
L’offerta al Tempio è inserita nella parete che rappresenta la dimensione sacrificale.
Maria offre Cristo, che è la sua carne – perché Maria ha dato la carne a Cristo. Ma siccome Cristo è figlio di Dio, Maria lo offre a Dio. Questa offerta del figlio, suo e di Dio, non è fatta come se Cristo fosse un oggetto che si offre, perché Gesù Bambino qui “si lancia”, sembra protendersi, mettendo in avanti la testa e il piede. Già si intravede la crocifissione nella postura del Bambino. Già in questa scena del tempio si legge una tensione tra i genitori e ciò che è del Padre – o meglio tra la madre che offre il Bambino e Simeone che lo accoglie.
L’offerta avviene sopra l’altare del tempio, che si può vedere anche come l’asse centrale della croce. Infatti la vera offerta sarà quella della croce. Il corpo del Bambino che Maria offre qui nel tempio, sarà poi, di fatto, offerto sulla croce.

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Presentazione al tempio
Sala capitolare di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Ottobre 2006


E sulla scia di questa stessa croce si trova anche la deposizione in cui la madre riprende il Figlio. Sopra Maria lo offre, sotto lo riprende.
Questa parete, anche artisticamente, è molto forte perché è una parete tutta realizzata sull’asse verticale, con un rosso molto potente.
La terra dove Cristo è deposto è fatta di colori bruciati, che ricordano i colori della Castiglia, per far vedere che Cristo è deposto sulla terra di Spagna in cui si trova il mosaico.

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Sopra: Presentazione al tempio,
sotto: Deposizione

Sala capitolare di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Ottobre 2006


Maria è rappresentata in una posizione simile a quella di una partoriente – così come si trova in alcune rappresentazioni bizantine del XII secolo in cui la Madre di Dio è avvinta al corpo di Cristo, ne preme il viso contro la sua guancia e trae il corpo del Figlio contro il suo, divaricando le gambe in modo da farlo riposare sul suo seno e suggerire così la sua nascita. Questo atteggiamento ha un fondamento solido perché si ricollega all’Incarnazione.
Simeone Metafraste afferma espressamente che Maria ricevette il corpo nelle sue braccia e gli rivolse le seguenti parole: “Sul mio seno tu tante volte hai dormito il sonno dell’infanzia, ora dormi il sonno della morte”. Questa frase va letta come sottofondo a questa rappresentazione.

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Deposizione
Sala capitolare di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Ottobre 2006


L’Incarnazione doveva condurre alla Passione in modo che potesse operarsi il mistero della Redenzione. C’è così un’armonia segreta tra il giorno dell’Annunciazione e quello del Golgota. L’utero e la croce sono identificati come i due estremi dell’impotenza umana: il grembo materno in cui è concepito il Figlio e quello della terra dove Cristo sarà sepolto nascondono lo stesso mistero fontale sotto il velo della kenosi divina.
La scena rappresenta Cristo morto, ma che in realtà dorme, e la Madonna che riposa, non piange. Qui c’è un mistero di questi due riposi: della Madre e del Figlio.
L’offerta di Maria si è conclusa qui perché non c’è stato nessuno che avesse davvero accolto Cristo.

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Particolare della Deposizione: il riposo di Maria e di Gesù
Sala capitolare di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Ottobre 2006


L’umanità non ha accolto il Signore. San Pietro è rappresentato disperato, con la faccia tra le mani, mentre sente il gallo che canta e ricorda ciò che gli aveva detto Cristo a proposito del suo tradimento.
Questa immagine di Pietro è l’immagine più drammatica della parete della dimensione sacrificale dell’amore: dice che le relazioni non tengono, crollano.
A questo punto qui rimane solo questo mistero della Madre che riprende il Figlio sotto la croce.

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Il pianto di Pietro al canto del gallo
Sala capitolare di Santa Maria Reale dell’Almudena

Madrid - Spagna

Ottobre 2006


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