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Chiesa di San Floriano a Krnice
Na Vasi 20, 5281 Spodnja Idrija, Slovenia
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Per noi cristiani la Chiesa viva, il corpo di Cristo, è l’unico tempio. Ogni chiesa è espressione della nostra consapevolezza che siamo Chiesa, che siamo pietre vive. La chiesa è l’ambito della bellezza, dell’umanità redenta, perché innestata nel corpo salvifico di Cristo. La chiesa di Krnice entra nel suo ambiente in modo bello, non violento. E’ legata all’immagine delle vecchie chiese slovene, ma rappresenta anche qualcosa di nuovo e di fresco, in modo da attirare l’uomo contemporaneo.
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L'esterno della chiesa
Chiesa di San Floriano
Krnice - Slovenia
Agosto 2004 |
La chiesa è dedicata a san Floriano, perciò sulla parete esterna c’è l’immagine di questo santo. E’ rappresentato in modo da far capire che era un soldato romano. Il suo corpo e la serietà del suo volto mostrano una certa forza e il coraggio di questo uomo, che ha testimoniato la Buona Novella in un ambiente pagano e radicalmente sfavorevole al vangelo. Accanto a lui vediamo una macina di pietra a ricordo della sua morte. Venne infatti gettato in un fiume con la macina legata al collo. Qui la macina è segno allora della sua testimonianza per Cristo, secondo le parole dei primi cristiani: “Abbiamo ricevuto il dono dello Spirito Santo, che è la vita del Padre, perciò possiamo donare la nostra vita”. Durante la vita non è riuscito a far vedere a chi gli si opponeva la grandezza di Cristo, ma gliel’ha mostrata dandosi nelle loro mani. E’ diventato icona di Cristo, è diventato Cristo che si dà nelle nostre mani. Si dice che il giovane Floriano abbia spento un incendio con la poca acqua di un secchio, e la gente in ciò abbia subito riconosciuto il miracolo. Perciò san Floriano è il patrono dei pompieri. Quest’immagine viene dunque offerta ai pompieri per la venerazione e la protezione.
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San Floriano
Chiesa di San Floriano
Krnice - Slovenia
Agosto 2004 |
San Floriano si china per spegnere le fiamme su una casa in direzione della valle, il luogo in cui abita la gente che viene in chiesa a pregare. Si trova in mezzo a un tessuto di mosaico, che come un flusso di grazia e amore di Dio scende dalla chiesa e si versa attraverso il santo su questo luogo. Questa grazia e luce spengono le fiamme di tutto ciò che resiste alla salvezza, allo Spirito e all’amore; tutto ciò che soffoca l’uomo e lo distrugge.
La corda spezzata sulla macina ci ricorda che il corpo di Floriano riapparve qualche giorno dopo la morte alla superficie del fiume. La gente lo trovò, perché un’aquila volava senza sosta sopra di lui e lo proteggeva, affinché gli avvoltoi non potessero profanarne il corpo. E’ interessante che il fiume e l’aquila siano due antichi simboli per le frontiere. Infatti san Floriano è anche patrono delle frontiere. E’ collocato quindi sulla porta della chiesa, rivolto verso il mondo, per dispensare le grazie di Dio.
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Veduta d'insieme
Chiesa di San Floriano
Krnice - Slovenia
Agosto 2004 |
Il mosaico nel presbiterio è impostato in modo tale da essere legato all’architettura dell’interno della chiesa, come se le travi portanti del tetto si prolungassero nell’abside. Il tetto sottolinea fortemente l’incrocio verticale, mentre il mosaico si sviluppa piuttosto orizzontalmente. Così la struttura di fondo del mosaico è la croce: l’orizzontale di blu profondo che si alza progressivamente da sinistra a destra, e una verticale di rosso vivo, che la incrocia. Blu e rosso: umano e divino. Nel primo millennio, la tradizione cristiana riconosceva nel blu l’umanità e nel rosso la divinità; in Cristo l’umanità e la divinità sono definitivamente e perfettamente unite.
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I santi Gioacchino e Anna
Chiesa di San Floriano
Krnice - Slovenia
Agosto 2004 |
La raffigurazione dell’abbraccio di san Gioacchino e sant’Anna è conosciuta dalle icone bizantine (la troviamo anche nella cappella Redemptoris Mater). Dio ha affidato all’uomo la vita, affinché crescesse e si moltiplicasse. Ma il peccato ha avvelenato l’uomo con la morte, così da renderlo incapace di tramandare la vita e inchiodarlo in uno stato di separazione e di odio.
San Giovanni Crisostomo dice che Dio ha creato l’uomo come maschio e femmina, affinché ciò che per natura è diviso potesse essere unito nell’amore. Nella storia della salvezza, i santi Gioacchino ed Anna rappresentano l’ambito in cui l’umanità si è purificata del proprio desiderio egoista della vita, in modo che in essa Dio potesse intervenire e realizzare il suo amore.
L’uomo sperimentava la propria incapacità e sterilità. Attraverso il matrimonio di Gioacchino e di Anna invece si rivela la verginità: la loro figlia è infatti la Vergine Maria, la Madre di Dio. La sterilità è la proclamazione di una certa incapacità umana e della capitolazione di fronte alla vita, mentre la verginità è la proclamazione dell’amore dell’uomo per la vita. La verginità significa ammettere la propria verità e riconoscere Dio nella sua verità, ammettere che non siamo noi la fonte della vita e perciò ci ritiriamo e diamo la precedenza al Signore, che è la Vita. Così accade un paradosso: l’uomo si ritira e ammette di non essere il primo, e con ciò da il posto a Dio; ma Dio si rivela in lui e lo inabita così che anche l’uomo risplende, coronato di vita. La vita quindi non si limita solo alla vita fisica, cioè alla prole, ma significa l’amore di Dio, che pervade l’uomo e lo strappa dalla morte per la vita eterna. Poiché – come dice san Paolo – l’amore non ha fine, rimane. Essere avvolti dall’amore significa essere redenti e ciò si nota proprio nel fatto che l’uomo è abilitato ad amare. La salvezza si realizza nell’ambito umano con il superamento delle divisioni, cioè con la realizzazione dell’unità. In tutta l’iconografia bizantina questo abbraccio è riservato solo all’amore tra Gioacchino ed Anna, proprio perché tramite questo amore è nata la Madre di Dio, che ha partorito il Salvatore dell’umanità.
Accanto a loro, nell’oro, c’è scritta la preghiera per tutti i coniugi. Se Dio ha scelto l’amore coniugale come ambito attraverso il quale è venuto nel mondo e si è rivelato come Salvatore, allora san Gioacchino e sant’Anna invocano la benedizione anche sulle nostre famiglie, affinché siano ambito di salvezza.
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La Vergine Maria con il Figlio
Chiesa di San Floriano
Krnice - Slovenia
Agosto 2004 |
Maria, che sta accanto alla verticale rossa, anche lei vestita in blu e rosso, i colori della divino-umanità, mostra il culmine della rivelazione dell’amore di Dio e la massima comunicazione della grazia divina. Il suo volto è giovane, perché si vuole sottolineare che è allo stesso tempo figlia e madre. Con ciò si fa vedere che Maria proviene dall’amore di Gioacchino ed Anna e che Dio l’ha scelta come madre del proprio Figlio. E’ diventata così il più grande prodigio: una donna in carne e ossa così piena di grazia da partorire Dio. In lei e nel suo Figlio ci rifugiamo.
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Il volto di Maria e di Cristo
Chiesa di San Floriano
Krnice - Slovenia
Agosto 2004 |
Pregare Gesù, che sta nel suo grembo e si rivolge a noi, significa pregare il Figlio di Dio, che è cresciuto in mezzo all’umanità e ha provato tutto ciò che prova l’uomo, quando cresce e matura, perciò conosce bene ciò che vive colui che gli sta davanti. La sua immagine definitiva – il Crocifisso – infatti, è stata formata proprio dalla cattiveria umana, dal peccato e dalla violenza che lo hanno crocifisso.
Anche il resto del mosaico ha il suo senso: con la propria dinamica, con l’armonia dei colori e le diverse forme di pietre, suscita nell’uomo un sentimento di bellezza e vibrazione che possono aprire il cuore umano alla conoscenza dei misteri spirituali e della verità.
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