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Cappella a Kočevski Rog
Parrocchia Kočevje Trg Sv. Jerneja 3-1330 Kočevje, Slovenia
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Visione d'insieme
Cappella a Kočevski Rog
Kočevje - Slovenia
Maggio 2005 |
Questo mosaico si trova sul luogo di una strage compiuta immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, in cui migliaia di persone furono uccise, buttate dentro alle voragini presenti nel territorio carsico. Tanti luoghi della terra sono veri e propri carnai, impregnati di sangue. La storia degli uomini è piena di violenza e di stragi, di vittime e di carnefici, e di chi è sia vittima che carnefice. E il sangue genera amarezza, desiderio di vendetta, innesca una spirale di odio e di violenza.
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Cristo prende su di sè la colpa di Barabba
Cappella a Kočevski Rog
Kočevje - Slovenia
Maggio 2005 |
Ma la sofferenza trova un senso più alto solo in Gesù Cristo, e diventa, tramite il suo sacrificio, portatrice di salvezza. E, come in Cristo, anche nei santi il sacrificio e la sofferenza diventano causa e forza di salvezza per coloro che li torturano e li uccidono. Sin dalle origini del cristianesimo, a partire da santo Stefano, la vita offerta nell’amore riesce a coinvolgere nella salvezza anche l’uccisore: Saulo, che fu complice del martirio di Stefano, più tardi si converte e diventa anch’egli santo e martire.
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Cristo insieme a Maria serve il pane ed il vino
Cappella a Kočevski Rog
Kočevje - Slovenia
Maggio 2005 |
Nel mosaico, secondo l’immagine del vangelo, Cristo insieme alla Madre di Dio serve alla mensa il pane e il vino, che anch’egli beve di nuovo nel suo Regno. La brocca è vicina alla sua ferita ormai glorificata, per indicare che quel vino è il suo sangue, la sua vita versata per noi.
A questa mensa stanno tutti insieme, vittime e uccisori. L’uomo voltato, con la mano tesa, accoglie Barabba (secondo il significato del nome, il “figlio del padre”), cioè un criminale liberato: la mensa è pronta anche per ogni criminale che crede davvero che Cristo ha preso su di sé la sua colpa, e perciò si consegna al Signore. Chi si pente e si consegna al Signore, anche se muore vivrà, è come il figlio prodigo che torna alla vita. Chi ha ucciso, infatti, è già morto, ma in Cristo anche lui può vivere.
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Mensa a cui siedono insieme vittime e uccisori
Cappella a Kočevski Rog
Kočevje - Slovenia
Maggio 2005 |
Sullo sfondo c’è la mensa bianca, cioè il compimento spirituale. Dietro, tanto oro, cioè l’amore di Dio, la sua santità, la sua fedeltà. Poi il blu e il rosso, i colori cristologici, con i quali si sottolinea che la divinoumanità si rivela nel mistero pasquale. Da questa terra arida, impregnata di sangue e disseminata di tombe, germoglia un seme nuovo. La sofferenza vissuta in fedeltà e le vite donate nell’amore sono seme di speranza e di novità, una benedizione per l’umanità intera, una possibilità di liberazione per tutti coloro che vivono nella colpa.
In tal modo il male si impasta con il ricordo della salvezza: la salvezza di coloro che vogliono fare del proprio sacrificio un dono, e di coloro ai quali, proprio attraverso questo dono, si aprono le porte a Cristo che, come Agnello di Dio, prende su di sé il peccato del mondo.
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Particolare
Cappella a Kočevski Rog
Kočevje - Slovenia
Maggio 2005 |
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