- CENTRO ALETTI - FORMACIÓN ESPIRITUAL Y PASTORAL - ARTE ESPIRITUAL - EDICIONES LIPA - FUNDACIÓN AGAPE
      Atelier - Obras: Lugar Fecha Tema

 

Croacia
Eslovaquia
Eslovenia
España
Francia
Italia
Portugal
República Checa
Rumanía
Serbia

América
Medio Oriente

 

 

Cappella di san Giuseppe delle Suore della Carità di san Vincenzo de Paoli a Fiume (Rijeka)
Sestre Milosrdnice, Kresnikova 15, 51000 Rijeka, Croazia


La cappella è dedicata a san Giuseppe. Proprio perché san Giuseppe è un'immagine forte di fede e di fiducia nella provvidenza divina, è stata scelta una iconografia che possa esprimere il mistero della fede. Come insegnano i cristiani d'Oriente, l'immagine di san Giuseppe ricorre nell'iconografia associata a quella della Madre di Dio, di cui è lo sposo. E Maria, come Madre di Dio, è sempre in relazione o al Figlio, o alla Chiesa, o allo Spirito Santo.

foto

Veduta d'insieme
Cappella delle Suore della Carità di s. Vincenzo de Paoli

Fiume - Croazia

Ottobre 2008


Per questo motivo troviamo la Madonna alla destra dell'abside, accanto al tabernacolo, sul quale è scritto in glagolitico (insieme al cirillico, il più antico alfabeto slavo in cui erano scritti i testi cristiani, rimasto fino a pochi decenni fa nella tradizione dalmata): “Io sono con voi”. Maria è sola, dopo che l'angelo dell'annunciazione è partito da lei, e pesa nel cuore le parole che l'angelo le ha detto.

foto

Vergine Maria
Cappella delle Suore della Carità di s. Vincenzo de Paoli

Fiume - Croazia

Ottobre 2008


Perciò tiene la mano sul petto, trattenendo il rotolo della Parola e raccogliendo con l'altra mano il mantello sul grembo, come se accompagnasse il mistero di questa Parola che prende corpo in lei. Le sue due mani dunque, in qualche modo, toccano la stessa realtà, che è il Figlio: il Verbo e il Corpo. La Madre di Dio ha creduto all'annuncio anche se non avrà compreso il messaggio in tutta la sua profondità. Si è affidata alla Parola, dicendo che il Signore è l'unico a poter disporre di lei, e perciò si faccia di lei secondo la sua santa volontà. Credere vuol dire affidare il proprio cuore, cioè se stessi interamente in una relazione con Dio. Chi lo fa, rinuncia alla propria volontà e si affida al volere di Dio. L'amore e la fede fanno coincidere la nostra volontà con quella di Dio.

foto

Particolare
Cappella delle Suore della Carità di s. Vincenzo de Paoli

Fiume - Croazia

Ottobre 2008


Sull'altro lato del presbiterio, c'è la scena di san Giuseppe che dorme il sonno del giusto. L'angelo gli si avvicina con premura all'orecchio per ispirare la sua conoscenza, per guidare i suoi pensieri sui sentieri di Dio, affinché si possa compiere l'opera dell'incarnazione con la quale si inaugurerà la salvezza attesa di generazione in generazione. Anche se Giuseppe dorme e ha gli occhi chiusi, l'angelo con la mano sinistra indica Gesù Cristo, la Via di Dio che l'angelo vorrebbe far percorrere a Giuseppe. Infatti, già l'analogia tra il sogno e l'ispirazione profetica era stata fatta da Origene, secondo il quale nell'uomo purificato Dio influisce non solo nell'intelletto, ma anche nell'inconscio, facendo nascere immagini e sensazioni che sono un messaggio divino. Così, secondo Origene, bisogna capire la voce che Dio ha fatto sentire ai profeti.

foto

L'angelo parla a san Giuseppe
Cappella delle Suore della Carità di s. Vincenzo de Paoli

Fiume - Croazia

Ottobre 2008


La destra dell'angelo esprime la tenerezza e la cura di Dio verso Giuseppe, nell'attenzione a non sfiorarlo perché, se lui si svegliasse, l'angelo non potrebbe più comunicagli tutto il messaggio. Quando Giuseppe si sveglia, riconosce in questo sogno la presenza dello Spirito, capisce che si tratta di una comunicazione di Dio ed agisce di conseguenza, come si addice all'uomo giusto. Anche lui, con l'intelligenza della fede, comprende quello che di per sé non era chiaro e si fida totalmente di Dio, la cui parola, rivelatagli così misteriosamente, rimarrà la lampada ai suoi passi.

foto

Particolare
Cappella delle Suore della Carità di s. Vincenzo de Paoli

Fiume - Croazia

Ottobre 2008


Al centro dell'abside si trova Cristo che cammina sulle acque, benedicendo con la destra i fedeli nella cappella che incrociano il suo sguardo e porgendo la sinistra a Pietro. Pietro è salvato dal flusso delle acque che stavano per sommergerlo, dopo essere stato colto dallo spavento proprio quando ha abbassato lo sguardo da Cristo per fissare gli abissi oscuri dell'acqua sotto i suoi piedi (cf Mt 14,30). Non è secondo la natura dell'uomo camminare sulle acque, ma la persona umana non è riducibile solo alla sua natura. La persona infatti ha il nucleo della sua identità nella relazione con Dio, dal quale riceve la vita, l'amore, cioè la somiglianza a Dio stesso. In forza della relazione con Cristo, Pietro riesce a camminare sulle acque, riesce cioè a superare i determinismi circoscritti alla sola natura umana. La vita spirituale è infatti un continuo processo di penetrazione dello Spirito Santo in tutta la realtà umana, un processo di divinizzazione della realtà umana, in quanto lo Spirito ci innesta in Cristo e ci rende figli nel Figlio. Perciò la persona spirituale riesce a vivere da persona redenta, cioè con una natura umana salvata perché unita a Cristo. Così, tutto ciò che secondo la natura umana, per di più ferita dal peccato, sarebbe normale, viene superato dall'uomo spirituale. L'uomo spirituale riesce a superare le antipatie, i rancori, a resistere immune ai pensieri violenti, aggressivi, passionali e addirittura riesce ad amare i nemici, le persone che gli hanno fatto del male. Ma quando l'uomo cede alle paure e il suo sguardo si distoglie da Cristo e si fissa su quello che è oscuro, difficile, allora cade sconvolto non solo dai determinismi della natura umana, ma dal peccato che vi si nasconde. Perciò la Lettera agli Ebrei dice: “Fissate lo sguardo su Cristo” (12,2). La scena di Genesi 3 rimane così il prototipo dello stare in piedi o del cadere: quando Eva ha prestato attenzione al serpente fino a dimenticare la bontà di Dio, l'uomo doveva sostituire Dio con un idolo. La grande arte è dunque vedere le cose nella loro relazione con Cristo per la grazia dello Spirito Santo.

foto

Cristo e san Pietro sul lago
Cappella delle Suore della Carità di s. Vincenzo de Paoli

Fiume - Croazia

Ottobre 2008


Pietro comprende che camminava sulle acque fino a quando aveva lo sguardo fisso su Cristo. Perciò esprime la sua fede con un grido e stende la mani per essere afferrato da Colui da cui per un istante si è distolto spaventato dalla paura.

foto

San Pietro
Cappella delle Suore della Carità di s. Vincenzo de Paoli

Fiume - Croazia

Ottobre 2008


Liturgicamente lo scenario diventa ancora più eloquente, perché dietro l'altare si staglia il Signore che salva anche noi che possiamo essere rimproverati dalla sua parola come “uomini di poca fede”. E dietro all'ambone si intravede la scena di san Giuseppe e dell'angelo, a suggerire che la Parola di Dio che viene annunciata è anche per noi sostenuta, illuminata dai teneri e luminosi messaggeri di Dio.

foto

Parete laterale
Cappella delle Suore della Carità di s. Vincenzo de Paoli

Fiume - Croazia

Ottobre 2008

 
   
PONTIFICIO INSTITUTO ORIENTAL - CENTRO DE ESTUDIOS E INVESTIGACIONES EZIO ALETTI
Via Paolina, 25 - 00184 Roma, Italia - Tel.: +39-06-4824588 - Fax: +39-06-485876 CONTACTOS
italiano