ALTRI PERSONAGGI NUOVO TESTAMENTO
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AMERICA

SANTUARIO NAZIONALE DI SAN GIOVANNI PAOLO II A WASHINGTON [2015]

Indirizzo
3900 Harewood Rd NE, Washington, DC 20017, Stati Uniti
Telefono
Parola chiave
Abramo, Adamo ed Eva, Adorazione dei Magi, Agnello, Altri Angeli, ALTRI PERSONAGGI NUOVO TESTAMENTO, ANGELI, Annunciazione, ANTICO TESTAMENTO, APOSTOLI ED EVANGELISTI, Banchetto celeste, Battesimo, Caino e Abele, CRISTO IN GLORIA, Cristo risorto, Crocifissione, DEISIS, Elia, Emmaus, Gabriele, Gerusalemme celeste, Giovanni Battista, Giovanni e Giacomo, Giovanni Evangelista, Giuseppe sposo della Vergine Maria, Guarigione del cieco nato, Guarigione del paralitico, INFANZIA DI GESÙ, La donna adultera, La tomba vuota, Maddalena, MARIA MADRE DI DIO, Maria Orante, MINISTERO E MIRACOLI DI GESÙ, Mosè, Natività, Nozze di Cana, Parabole: figlio prodigo, Peccato originale, PERSONAGGI ANTICO TESTAMENTO, Pietro, S. Atanasio, S. Caterina Tekakwitha, S. Cirillo - Apostolo degli Slavi, S. Faustina Kowalska, S. Giovanni Paolo II, S. Gregorio Magno, S. Isacco Jogues, S. Juan Diego, S. Metodio - Apostolo degli Slavi, S. Teresa di Calcutta, SANTI E BEATI, Sara, Stabat Mater, Torre di Babele, Trasfigurazione, Tre angeli in visita a Mamre, TRINITÀ, Visione di Ezechiele, Visitazione

 

 

 

 

 

Nel settembre 2015 è stato completato il mosaico e gli arredi della Chiesa del Redemptor Hominis e della Cappella della Reliquia (Luminous Mysteries Chapel). Nel 2014 invece sono stati realizzati per una mostra 5 dipinti raffiguranti i 5 misteri luminosi.

 

Per approfondimenti:

LO SPAZIO DELLA COMUNIONE – I mosaici del Santuario Nazionale di San Giovanni Paolo II di Marko Ivan Rupnik M. K. Borras disponibile presso Edizioni LIPA

INVITO ALLA LETTURA: Lo spazio della Comunione – intervista a p. Marko Ivan Rupnik

 


L’opera realizzata dall’Atelier d’Arte del Centro Aletti è composta da:


 

 

CHIESA DEL REDEMPTOR HOMINIS
 

Il piano iconografico della Chiesa Redemptor Hominis è ricavato dalla prima lettera enciclica di Giovanni Paolo II, che porta lo stesso titolo. In questo testo coraggioso e programmatico, Giovanni Paolo II descrive la situazione umana attuale come forse la più drammatica di tutta la storia.

 

Atrio
Una parete luminosa attira la nostra attenzione e ci invita alla preparazione per entrare in un nuovo spazio, colmo di una misteriosa bellezza. Da una paletta di colori che preannunzia ciò che troveremo all’interno della chiesa, emergono le parole di san Giovanni Paolo II:

“E non è forse compito della Chiesa riflettere la luce di Cristo? La nostra
testimonianza sarebbe, tuttavia, insopportabilmente povera, se noi per primi non
fossimo contemplatori del suo volto”
San Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte, 16

 

Si delinea sullo sfondo quanto basta per invitarci al raccoglimento e a cercare di decifrarle. Le parole sono un invito a contemplare un’immagine ricolma di luce: il volto del Redentore dell’Uomo.
Sotto queste parole, un angelo si china con venerazione davanti ad un’immagine del volto di Cristo. Questo volto richiama la tradizione occidentale dell’immagine del santo Volto impressa sul velo della Veronica quando, mossa da pietà, pulì dal sangue e dal sudore il volto di Cristo sulla via crucis.

Atrio
Parete destra
Agosto – settembre 2015

 

Ingresso
La luce riflessa d’argento e d’oro dell’ingresso ricurvo si riversa su di noi come le acque del battesimo. E, come nel battesimo, queste acque ci conducono attraverso la morte. La pietra e lo smalto dovevano essere cambiati per diventare parte di questa chiesa che, come ogni chiesa, è un’immagine della nuova creazione.

Per entrare in questa chiesa particolare, dobbiamo lasciarci dietro la luce ordinaria del giorno, i colori e gli spazi ai quali siamo abituati – in breve tutto ciò che simboleggia l’“uomo vecchio” in noi, a cui il cristiano rinuncia nel battesimo. Affiancati da due croci, passiamo attraverso uno spazio angusto, nudo, immagine della morte. Improvvisamente, il passaggio ristretto si apre in uno spazio riempito di luce dorata. I nostri occhi si incontrano con uno straordinario panorama di colori. Il neofita scopre che è parte di una comunione organica: il corpo vivo di Cristo.

Ingresso
Parete sinistra
Agosto – settembre 2015

 

Presbiterio
La lunga tragedia del peccato e della promessa divina legata ad esso, raffigurate
sulla parete sinistra della chiesa, e la risposta di Dio a questa tragedia, rappresentata sulla parete destra, convergono nel mosaico centrale dell’abside. La frase di apertura della prima enciclica di Giovanni Paolo II diventa visibile nel contemplare il momento culminante della storia della salvezza: “Il Redentore dell’uomo, Gesù Cristo, è centro del cosmo e della storia” (Redemptor Hominis, 1).

Indossando vesti sacerdotali, il Cristo crocifisso, con le braccia stese nell’antico gesto della preghiera, abbraccia e accoglie tutta la creazione. Le sue braccia raccolgono la Chiesa in questa chiesa, che è essa stessa un simbolo dello sposo. “Non abbiate paura”, sembra invitare con Giovanni Paolo II, “spalancate le porte a Cristo!”. Cristo, infatti, ci ha già permesso di aprire il suo costato.

Presbiterio
Abside
Agosto – settembre 2015

 

Ambone
Gli occhi del Cristo crocifisso dell’abside sono aperti – un richiamo al fatto che Colui che è disceso nella morte è anche Colui che è risorto. Dalla parte frontale dell’ambone vediamo emergere tre donne – Maria Maddalena, Maria la madre di Giacomo e Salome –, recanti gli aromi con cui volevano ungere il corpo di Gesù la mattina di Pasqua. Erano andate preoccupate del peso della pietra che
sigillava l’ingresso della tomba. Trovarono invece la pietra rotolata via, rappresentata qui dal pezzo di marmo rotondo che sostiene l’ambone. Il buio della tomba fu riempito dello splendore abbagliante di un angelo. “Voi non abbiate paura!”, dice loro. “È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate … Presto, andate a dire …” (Mt 28,5-7).

Presbiterio
Ambone
Agosto – settembre 2015

 

Altare
L’altare è il simbolo fondamentale di Cristo in ogni chiesa. Un blocco di pietra, tagliato da una roccia, è stato scolpito e lucidato. È stato trasformato dal lavoro dell’uomo che, come ripeteva Giovanni Paolo II, è un’espressione spesso difficile di amore.
La forma simmetrica, quadrata, di questo altare era amata dai Padri della Chiesa, perché ricordava ai fedeli che Cristo ha raccolto in sé gli elementi dei quattro angoli della terra. Dal centro dell’universo, costituito dal sacrificio di Cristo, così anche la salvezza si dirige a tutti i popoli della terra. Qui l’altare con i dodici apostoli scolpiti, ciascuno con un segno che lo identifica secondo l’iconografia tradizionale, è anch’esso un’immagine del corpo di Cristo: la Chiesa costruita sul fondamento degli apostoli. I lati dell’altare si prolungano nei mantelli degli apostoli, perché essi sono rivestiti di Cristo (cf. Gal 3,27).Fortificati dal dono dello Spirito, vanno a portare Cristo nel mondo. Di fronte, al centro, c’è Pietro.

Presbiterio
Altare
Agosto – settembre 2015

 

PARETE SINISTRA

Adamo ed Eva rivestiti di gloria
Il libro della Genesi ci racconta che il primo uomo e la prima donna furono creati “a immagine di Dio, secondo la sua somiglianza“ (cf. Gen 1,26). Essi, a cui è affidato il mondo e tutto ciò che contiene, erano risplendenti nella comunione perfettamente naturale che godevano l’uno con l’altro, con la creazione e con il Creatore. I Padri della Chiesa amavano descriverli rivestiti della luce dello Spirito, o avvolti della gloria di Dio. Giovanni Paolo II ha insegnato che semplicemente esistendo in questa comunione originaria, il primo uomo e la prima donna erano testimoni per la creazione “come il dono fondamentale” che ha l’Amore come sua sorgente. Ma questa comunione è sempre minacciata. Appena visibile tra il verde rigoglioso dell’albero, il serpente, un angelo caduto, circonda la testa di Eva. Egli imprigiona la sua mente, e le sue parole avvelenano la sua conoscenza.

Parete sinistra
Adamo ed Eva
Agosto – settembre 2015

 

Caino uccide suo fratello Abele
Come Adamo ed Eva hanno velocemente scoperto, il peccato distrugge ogni relazione. Si spezza la comunione trasparente di cui avevano goduto tra di loro, con la creazione e con Dio. Avevano pensato di conquistare la somiglianza con Dio, ma ora non sanno arginare il potere divisorio che hanno scatenato nel mondo. La spaccatura si trasmette ai loro figli. Il gesto possessivo, avido, di Eva è ripetuto da suo figlio Caino. Un tempo l’uomo era vestito del fuoco dello Spirito, risplendente della luce immortale di Dio. Nessuno poteva estinguere la vita che era in lui. Ma, una volta che il peccato ha soffocato questa luce, si ritrova inerme, carne mortale, fragile, come uno stoppino bruciato che persino il piccolo gesto di un dito può spezzare. Il frutto colto diventa duro come i cuori umani corrotti, si trasforma in morte.

Parete sinistra
Caino e Abele
Agosto – settembre 2015

 

La torre di Babele
La stretta omicida di Caino brucia nella memoria semisepolta della razza umana. Gli uomini arrivano di nuovo a distruggere l’“altro” fastidioso, il proprio fratello. Questa volta, cercano di costruire un regno che obbligherà a una falsa unità monolitica tutti i popoli della terra. A Babele (“Babilonia”, nella traduzione greca della Bibbia), “tutta la terra aveva un’unica lingua e uniche parole” (Gen 11,1). Il versetto allude a una pratica dell’impero babilonese, così come di molti altri imperi, antichi e nuovi, che cercava di ridurre il mondo a sé, imponendo la propria lingua e la propria cultura a tutti i popoli conquistati. Là gli uomini decidono di costruire “una città e una torre, la cui cima tocchi il
cielo”, un simbolo del loro potere centralizzato. Sulle loro spalle, portano i mattoni con cui pensano di innalzarsi al cielo. Saliranno al luogo della dimora di Dio, facendosi divini solo con le proprie forze. “Facciamoci un nome”, dicono (Gen 11,4). Saremo come Dio e gli altri si inchineranno al nostro potere.

Parete sinistra
Babele
Agosto – settembre 2015

 

Abramo e Sara accolgono i tre misteriosi visitatori
La storia tragica del peccato rappresentata finora sulla parete sinistra della chiesa è una storia di sterilità. La mano avida del peccato semina discordia e morte. L’uniformità forzata di Babele è senza frutto, la torre è incompiuta. Da solo, l’uomo non può dare la vita. La sterilità si esprime persino in coloro che cercano di seguire la chiamata di Dio: Abramo e Sara non hanno figli. Ma il Dio che benevolmente ha stretto un’alleanza con Abramo (cf. Gen 17,1-8) interviene. Tre misteriosi visitatori – una prefigurazione della Trinità – appaiono all’anziana coppia a Mamre (cf. Gen 18,1). Dopo la lunga storia umana di sospetto e di possessione, Abramo finalmente fa il gesto più proprio all’essere umano. Accoglie, mostra ospitalità, riceve. Si inchina in venerazione, offre in dono cibo e bevanda.

Parete sinistra
Tre angeli in visita a Mamre
Agosto – settembre 2015

 

PARETE DESTRA

L’Annunciazione
Eva
ha scelto di ascoltare parole cariche di bugie. È iniziata così la tragica storia di peccato dell’umanità. Dal lato opposto, troviamo un’altra donna, Maria di Nazaret. Anche lei ascolta. Ma la figura che le si rivolge è bella, libera, piena di luce. Indica verso l’alto, verso Dio, l’Altissimo. “Non temere”, le dice dolcemente. “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra …” (Lc 1,35). Darai alla luce un figlio che alla fine schiaccerà il potere oscuro del peccato (cf. Gen 3,15). Invece di afferrare possessivamente, Maria apre tutta se stessa per accogliere il
dono della Parola di Dio nella parola dell’angelo. Le sue braccia cullano un rotolo. Libera dal veleno del serpente, accoglie. “Sono la serva del Signore”, dice, “avvenga per me secondo la tua parola” (cf. Lc 1,38). Nelle sue mani vediamo un gomitolo rosso, che ricorda un’antica tradizione secondo la quale stava tessendo il velo del Tempio di Gerusalemme al momento in cui le apparve l’angelo Gabriele. Ora, con il suo “Sì”, tesse la carne del Verbo.

Parete destra
Annunciazione
Agosto – settembre 2015

 

La Visitazione
In Caino diventano evidenti le conseguenze della possessività rapace del peccato: il sospetto, la gelosia, il fratello che si rivolta contro il fratello. Invece, il frutto della disponibilità trasparente di Maria alla Parola di Dio è la vita. Così, dal lato opposto all’immagine del primo fratricidio, troviamo un gioioso
incontro che è una celebrazione di vita. Maria, che porta la Vita stessa nel suo grembo, va a visitare la cugina Elisabetta, che nella sua tarda età ha incontrato la misericordia di Dio. Lei, sterile, ha concepito un figlio dal marito Zaccaria (cf. Lc 1,39). Le braccia di entrambe le donne sono stese nell’accoglienza. Lo spazio tra di loro è riempito d’oro, perché questa prontezza a ricevere e ad aiutare un altro è già una partecipazione alla vita eterna di Dio.

Parete destra
Visitazione
Agosto – settembre 2015

 

La Natività del Signore
A Babele, e in ogni tempo e in ogni luogo dove regna la mentalità del peccato, l’uomo dice a se stesso: mi eleverò al cielo affinché tutti ammirino la mia gloria, annienterò tutte le differenze e renderò ciascuno come me. Dio, invece, ha una mentalità differente. San Paolo esorta: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini” (Fil 2,5-7). L’uomo voleva rendersi Dio, ma Dio è talmente mosso dall’amore per la sua creatura che
diventa uomo. L’Onnipotente si rende povero e discende. Il Bambino, le cui fasce evocano le vesti funebri che un giorno lo avvolgeranno, è la vera unità tra il cielo e la terra: è vero Dio e vero uomo.

Parete destra
Natività
Agosto – settembre 2015

 

L’Epifania del Signore
Il bambino nato povero a Betlemme è il seme di Abramo in cui tutte le nazioni trovano benedizione. Subito dopo la sua nascita, giungono i Magi da oriente, seguendo segni nel cielo che indicano un re. Qualcosa della gioia di Sara nel ricevere il figlio della promessa si trasmette a questi stranieri che avevano il cuore aperto a Dio. La Scrittura ci dice che “al vedere la stella, provarono una gioia grandissima” (Mt 2,10). Avevano già intuito che questo re non era nato per un popolo soltanto.
A differenza degli “esperti” che davano loro indicazioni, dicendo dove il Messia sarebbe nato, essi si incamminarono in fretta per trovarlo. E stranamente a Betlemme trovarono tutto tranne una scena regale: un bambino indifeso, una famiglia povera.

Parete destra
Epifania
Agosto – settembre 2015

 

La comunione dei santi
La nuova vita comunicata attraverso il mistero pasquale di Cristo e l’effusione dello Spirito Santo raggiungono tutti i tempi e tutti gli angoli della terra. Le donne all’ambone e gli apostoli sull’altare sono seguiti da una processione di uomini e di donne che ci raggiunge attraverso i secoli fino ai nostri giorni. Questa “processione” ci porta attraverso le epoche storiche e le culture, cominciando con Pietro, rivolto al celebrante, mentre Paolo, con in mano la Parola che proclama, guarda dall’ambone. Li seguono Atanasio e Gregorio Magno, Padri della Chiesa dell’est e dell’ovest. Cirillo e Metodio e Juan Diego rappresentano grandi momenti dell’evangelizzazione delle culture: la conversione dei popoli slavi e di quelli delle Americhe. Isaac Jogues, il missionario francese martirizzato nell’attuale New-York, condivide la stessa colonna di Kateri Tekakwitha, la donna indiana nata nel villaggio dove Jogues fu torturato e morì. Infine, Faustina Kowałska, l’apostola della misericordia di Dio, e Teresa di Calcutta, nostra contemporanea, ci accompagnano quando usciamo
e ci danno il benvenuto quando entriamo in chiesa.

Colonne
Santi
Agosto – settembre 2015

 

La festa di nozze dell’Agnello
La processione dei santi ci porta avanti verso il momento in cui “arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio … fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo” (Ef 4,13). Allora il Redentore può consegnare la sua opera completa al Padre e Dio può essere “tutto in tutti” (1Cor 15,28). Alzando gli occhi quando lasciamo la chiesa, vediamo Maria e Giovanni Battista che indicano Cristo, che ci invita alla celebrazione finale dell’opera della creazione e della redenzione di Dio alla fine dei tempi.

Parete di fondo
Banchetto celeste
Agosto – settembre 2015

 


 

 

CAPPELLA DELLA RELIQUIA
 

Un corridoio stretto porta dalla chiesa Redemptor Hominis, con la sua ampia presentazione della storia della salvezza, ad uno spazio piccolo, intimo, le cui pareti irradiano la fede che san Giovanni Paolo II ha trasmesso alla Chiesa. Qui, nella cappella delle reliquie, contempliamo i “misteri della luce”, o episodi della vita pubblica di Cristo che Giovanni Paolo II ha introdotto nella preghiera del rosario pochi anni prima della sua morte. Questi misteri raffigurano “la luce [che] splende nelle tenebre”, sopra la quale il buio non può prevalere (cf. Gv 1,5). Essi illustrano come Cristo, lo sposo, ha liberato l’umanità dalle tenebre del peccato e l’ha trasformata così nella Chiesa, sua sposa.

 

La Gerusalemme celeste
Quando l’uomo ha cercato di costruire una città con una torre come segno del suo potere, la città semicostruita giaceva in rovina e l’umanità, distrutta dalla divisione, era dispersa sulla faccia della terra (cf. Gen 11). Ma qui, sotto la mano del Padre, vediamo la città che Dio stesso costruisce. La Gerusalemme celeste, la città della pace in cui l’umanità dispersa è radunata, si apre per accoglierci.
Ritto sul trono al centro di questa nuova città c’è la sua unica luce: l’Agnello (cf. Ap 21,23). La sua zampa anteriore mantiene aperto il libro della vita, perché lui, il Vivente, ha vinto la morte. Come riferisce san Giovanni Evangelista sulla sua visione della città celeste nell’Apocalisse, quest’Agnello sacrificale sgozzato per noi, portandoci attraverso la sua morte al Padre, è “l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine” (Ap 22,13), il Signore del tempo e della storia. Tra il verde fogliame dell’albero della vita ritrovato, Maria e Giovanni Battista indicano il Redentore. L’aureola dietro di loro richiama “una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello” (Ap 7,9).

Abside
Gerusalemme celeste
Agosto – settembre 2015

 

L’altare e il reliquiario 
Un unico arco della cappella unisce la navata e l’abside, simboli del corpo e del Capo, Cristo. Direttamente sul punto centrale dell’arco c’è la mano del Padre; e, proprio sotto di essa, troviamo l’altare. Qui è celebrata la liturgia celeste-terrestre che unisce il cielo e la terra. Quest’altare reliquiario è ricavato dal centro dello stesso blocco di marmo che è divenuto l’altare della chiesa principale, per sottolineare che la Chiesa conosce solo un altare del sacrificio, Cristo. L’altare più piccolo è identico nel disegno a quello più grande, in tutto tranne due dettagli. Il primo dettaglio: gli apostoli che, come colonne della Chiesa, portano il peso dell’altare, sono visibilmente più vecchi in questo altare reliquiario. Il secondo dettaglio: al posto di Pietro, il capo degli apostoli, che occupa il luogo centrale nell’altare principale, c’è ora un reliquiario che contiene il sangue del suo successore, il 264° vescovo di Roma.

Presbiterio
Altare e reliquiario
Agosto – settembre 2015

 

PARETE SINISTRA

Il ritorno del figlio prodigo
Nella parete sinistra, sopra, vediamo raffigurato il ritorno del figlio prodigo. Nella parabola, questo
figlio più giovane aveva lasciato la casa perché aveva una falsa immagine del padre: sentiva il padre come un padrone che minacciava la sua libertà, e voleva godere della sua vita senza vincoli. Ma quando ha dilapidato la sua eredità e si ritrova in un “paese lontano”, di fronte alla possibilità di morire di fame, riscopre un desiderio nascosto nelle sue vene, nelle sue ossa. L’uomo che era perduto è abbracciato e,
a mensa, scopre di nuovo che è figlio. La parabola suggerisce anche la possibilità della tragedia: il fratello maggiore rifiuta questo abbraccio ed esce verso campi bui, sterili. Nonostante tutta la sua apparente obbedienza, la sua mentalità è legalista e servile, non è la mente di un figlio: mi attengo alle tue richieste, mi devi una ricompensa.

Parete sinistra
Ritorno del figlio prodigo
Agosto – settembre 2015

 

Il battesimo del Signore
Il primo mistero luminoso ha luogo nel punto geografico più basso della terra. In un punto nella valle del Giordano molto al di sotto del livello del mare, il Figlio del Padre si mette in fila tra i peccatori che chiedono la purificazione a Giovanni Battista. “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?” (Mt 3,14), chiede il Battista stupito. Qui, Colui che è senza peccato scende nelle acque che, nella simbologia biblica, indicavano la morte. Questo battesimo è una kenosis, uno svuotamento, o umiliazione, che prefigura la Pasqua di Cristo. Il Figlio di Dio, con gli occhi chiusi come nel sonno della morte, entra nelle acque, solidale con i peccatori, mentre gli angeli lo servono (cf. Mc 1,13).

Parete sinistra
Battesimo
Agosto – settembre 2015

 

Maria Maddalena incontra il Signore risorto alla tomba
Sopra le nozze di Cana, troviamo ancora un altro sposo e un’altra sposa. Mentre piange presso la tomba vuota, Maria Maddalena, che il Signore aveva un tempo liberato dal buio della possessione, incontra il Cristo risorto. Con il suo grande amore acceso in lei dall’esperienza della redenzione, è un’immagine della Chiesa che, come la sposa del Cantico dei Cantici, cerca lo sposo divino quando non può trovarlo. Ma egli è lì, e lei, persino prima di riconoscerlo, inizia a rispondere alla sua voce, sollevando il velo alla chiamata dello sposo: “Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni … mostrami il tuo viso”.

Parete sinistra
Maddalena con il Risorto
Agosto – settembre 2015

 

Le nozze di Cana
Sei giare di pietra, contenenti l’acqua usata per la purificazione rituale, occupano lo spazio centrale nella scena delle nozze di Cana. Sono un simbolo della legge, che era stata data come un aiuto all’umanità per avvicinarsi a Dio. A queste nozze, la sposa e lo sposo siedono tristi davanti ad una casa il cui interno è scuro come una tomba. Maria, che vede il loro bisogno, dice al Figlio: “Non hanno
vino” (Gv 2,3), l’antico simbolo della gioia e della delizia, che difficilmente saranno presenti in questo matrimonio.  Al comando del Signore, le giare vuote sono riempite d’acqua, e l’acqua è versata. Brilla rosso rubino nel calice, mentre il Signore benedice e con l’altra mano indica la ferita del suo costato.

Parete sinistra
Nozze di Cana
Agosto – settembre 2015

 

PARETE DESTRA

Gesù con la donna sorpresa in adulterio
Sulla parete destra, sopra, Gesù si inginocchia davanti ad una donna sorpresa in adulterio, che gli altri vogliono lapidare. Di nuovo, si ritrova davanti a quelli apparentemente pii, impeccabili, che tuttavia hanno dimenticato il comandamento più grande: “Amerai il Signore tuo Dio … e il tuo prossimo come te stesso” (Lc 10,27). Il Signore scrive sul terreno pietroso, duro come i loro cuori, dicendo: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei …” (Gv 8,7). Gli accusatori anonimi della donna, riconosciuti colpevoli, se ne vanno nelle tenebre, mentre lei innalza tremando lo sguardo per incontrare quello del suo Redentore. “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”, chiede (Gv 8,10).

Parete destra
Perdono all’adultera
Agosto – settembre 2015

 

La proclamazione del Regno
San Giovanni Paolo II ha descritto il terzo mistero luminoso come “la predicazione con la quale Gesù annuncia l’avvento del Regno di Dio e invita alla conversione, rimettendo i peccati di chi si accosta a Lui con umile fiducia” (Rosarium Virginis Mariae, 21). In questo mistero, la misericordia di Dio incontra e trasforma la sofferenza umana, che è soprattutto la sofferenza della relazione spezzata fra l’uomo e il suo Creatore. Qui, questo “inizio del ministero di misericordia”, che continua anche oggi attraverso i sacramenti della Chiesa (ibid.), è raffigurato attraverso la guarigione spirituale e corporale di un paralitico i cui amici lo portano da Cristo (cf. Mc 2,1-12; Mt 9,1-7). I compagni del paralitico fanno qualcosa di audace e allo stesso tempo di semplice: portano un uomo sofferente al Redentore dell’Uomo. Il paralitico ha ricevuto il perdono e vive, sebbene il suo corpo sia paralizzato.

Parete destra
Guarigione del paralitico
Agosto – settembre 2015

 

La guarigione del cieco nato
Sempre a destra, sopra, il cieco nato, la cui guarigione è descritta nel capitolo 9 del Vangelo di Giovanni, si avvicina alla Luce del mondo (cf. Gv 9,5). I suoi genitori, che i farisei scettici convocano per interrogarli, lo seguono mentre Gesù compie un atto che ricorda la prima creazione dell’uomo. Nel libro della Genesi, Adamo è creato dalla polvere del suolo mescolata al soffio di Dio (cf. Gen 2,7). Qui Gesù prende la saliva, cioè la condensa del suo respiro, e la mischia alla terra per ricreare l’uomo nuovo.

Parete destra
Guarigione del cieco nato
Agosto – settembre 2015

 

Cristo riconosciuto dallo spezzare il pane
Il quinto mistero luminoso, l’istituzione dell’Eucaristia, è presentato fuori dall’ordine per i motivi che diverranno chiari nella scena seguente. Qui l’istituzione del sacramento, avvenuta nella notte precedente alla morte del Signore, è richiamata in una scena che ha luogo la sera del giorno della risurrezione: a Emmaus, due discepoli riconoscono il Signore risorto dallo spezzare il pane.

Parete destra
I discepoli di Emmaus
Agosto – settembre 2015

 

PARETE DI FONDO

La trasfigurazione di Cristo
Il quarto mistero luminoso, la trasfigurazione del Signore, domina tutta la parete di fondo. In ciò che san Giovanni Paolo II chiamava il “mistero di luce per eccellenza” (Rosarium Virginis Mariae, 21) echeggia la rivelazione finale della luce della Trinità nella Gerusalemme celeste, raffigurata nell’abside, esattamente di fronte a questa immagine. Sul Monte Tabor, Cristo è trasfigurato dal Padre davanti allo sguardo stupefatto di Pietro, Giacomo e Giovanni. Mosè ed Elia, personificazione della Legge e dei Profeti che hanno preparato la via del Signore, parlano con Lui “del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme” (Lc 9,31). Prefigurando la sua pasqua, Cristo tiene in mano il documento scritto del debito dell’umanità che è stato cancellato (cf. Col 2,14) nell’opera del Padre che offre suo Figlio.

Parete di fondo
Trasfigurazione
Agosto – settembre 2015


 

 

MOSTRA SUI MISTERI DELLA LUCE
 

 

Mostra
Battesimo
2014

Mostra
Cana
2014

Mostra
Annuncio del regno
2014

Mostra
Trasfigurazione
2014

Mostra
Eucaristia
2014

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