TEMPO ORDINARIO, X Settimana del Tempo Ordinario

X SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO – Lunedì

[IL VANGELO DI OGNI GIORNO] X SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO – Lunedì

 

 

Lunedì – BEATITUDINI (Mt 5,1-12; cf Lc 6,20-23)

 

Il fondamento del regno di Dio

Con le otto beatitudini, Matteo presenta l’attività dell’insegnamento nella vita di Gesù. Anche il salterio comincia con un simile annuncio: “Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi” (Sal 1,1). “Il timore del Signore è il principio della scienza” (Pr 1,7): la scienza, la sapienza è l’arte di vivere bene, che promette successo agli Israeliti. Dio è eterna beatitudine, felicità: saranno quindi felici coloro che osserveranno i suoi comandamenti e invocheranno il suo nome. L’Antico Testamento non risparmia promesse di questo genere. La chiosa di tutti i comandamenti potrebbe essere la stessa conclusione che leggiamo alla fine del quarto comandamento nel Decalogo: perché tu viva a lungo sulla terra (Es 20,12).

Se questa promessa vale per tutti i tempi, tanto più deve verificarsi nel tempo messianico, alla venuta del Salvatore. Eppure già l’Antico Testamento pone qualche riserva. Poiché gli Ebrei trasgredivano ripetutamente l’alleanza con Dio, attraverso le parole dei profeti il Signore annuncia il suo nuovo atteggiamento. Invierà il suo Redentore che porterà la salvezza, ma non per tutti: non ai ricchi che lo hanno abbandonato, ma ai poveri dimenticati, al resto di Israele. Gesù dunque annuncia l’adempimento di quest’ultima promessa: “Beati i poveri, perché di essi è il regno di Dio”.

 

Il ribaltamento dei valori o metanoia

Con l’annuncio della venuta del regno di Dio, Giovanni Battista e Cristo esortano alla conversione: “Convertitevi!”(Mt 3,2). La parola greca “metanoia” ha un significato diverso dalla parola italiana “penitenza”. Al termine ebraico corrisponde meglio la parola “conversione”: seguire una certa strada e poi cambiare direzione. La parola “metanoia” significa piuttosto conversione nei pensieri; cominciare a pensare in maniera diversa da prima. In questo senso si possono leggere le otto beatitudini. Consideriamo beati quelli che hanno soldi, vivono tranquilli, si divertono e ridono… Nel discorso della montagna è tutto il contrario. Sono beati quelli che hanno perduto tutto e sono rimasti poveri, quelli che sono perseguitati ingiustamente, quelli che piangono.

Spesso si cerca di giustificare questo rovesciamento dei valori come saggezza naturale. Tolstoj, per esempio, scrisse racconti edificanti su come la gente povera fosse più felice di quella ricca, sempre in ansia per qualcosa. Sono teorie che persuadono poco, e certamente il senso del vangelo è più profondo.

Il regno di Dio è principalmente una conquista interiore, perciò esige una vera rivoluzione nel pensiero per poter vedere il mondo in maniera diversa e non con gli occhiali offuscati del peccato.

 

La beatitudine divina

Il pensiero, se coerente, deve partire da alcuni principi fondamentali. Se vogliamo che i nostri giudizi nel valutare il mondo siano coerenti con il regno di Dio, dobbiamo, evidentemente, partire da Dio. Il suo regno è di felicità e beatitudine: non c’è povertà, pianto o paura. Con l’incarnazione di Cristo, però, Dio entra in un mondo pieno di miseria, di tristezza e di persecuzione. Dio perde la sua beatitudine? Nella sua natura umana soffre tutta la miseria del mondo, ma è inseparabilmente unito con la sua divinità: perciò rimane eternamente beato e raggiunge là dove sono, nel più profondo della miseria, quelli che lo invocano. È un mistero enorme, e lo testimoniano i santi, che non sono mai stati tanto felici come quando hanno perso tutto quello che possedevano. Scrisse, ad esempio, un sacerdote che era stato in prigione per la fede: “Era duro, eppure erano anni belli. Non so come spiegarlo.” Si tratta di un tipo di beatitudine che non si può spiegare a parole, ma che provano tutti quelli che accolgono il messaggio del vangelo.

 


 

IL VANGELO DI OGNI GIORNO sono le riflessioni sul Vangelo feriale tratte dall’omonimo libro di padre T. Špidlík che fin dall’inizio è stato il fulcro del Centro Aletti, offrendo il fondamento della sua riflessione teologica e ispirando il lavoro artistico portato avanti da p. Marko I. Rupnik e dal suo atelier.

Il Vangelo di ogni giorno si aggiunge al Vangelo festivo commentato da p. Marko I. Rupnik e alle Briciole di Parola di Fra Roberto Pasolini.

Il libro è disponibile sul sito LIPA.

About the author

Notizie correlate