ALTRI PERSONAGGI NUOVO TESTAMENTO
/
EUROPA

CAPPELLA DEL CENTRO ALETTI A ROMA [2003>2011]

Indirizzo
Via Paolina, 25 – 00184 Roma, Italia
Telefono
Parola chiave
ALTRI PERSONAGGI NUOVO TESTAMENTO, ANGELI, APOSTOLI ED EVANGELISTI, Cardinal Tomáš Špidlik, CRISTO IN GLORIA, DEISIS, Giovanni Battista, La barca della Chiesa, Madonna della Scala, MARIA MADRE DI DIO, Maria Orante, PERSONE, Raffaele, S. Giovanni Paolo II, S. Ignazio di Loyola, S. Leopold Mandič, S. Pio da Pietrelcina, S. Teresa Benedetta della Croce - Edith Stein, SANTI E BEATI, Tomas Spidlik

 

 

 

 

 

Nel giugno 2003 sono state realizzate le pareti laterali con l’Arcangelo Raffaele e l’Ellisse al centro del pavimento. Nell’ottobre 2011 la cappella è stata ristrutturata con la Deisis della parete centrale, il tabernacolo e i Santi con il card. Špidlik sulla parete laterale sinistra.

 

 

VISUALIZZAZIONE A 360°

 

 

CAPPELLA (INTERNO)
 

La piccola cappella del Centro, ristrutturata nel 2003 e completata successivamente nel 2011 a forma di ellisse, ruota attorno a due poli: l’ambone e l’altare. E’ infatti attorno alla Parola e all’eucaristia che si raduna e si raccoglie la comunità cristiana, così come prevedeva la struttura delle chiese del primo millennio.

Cappella
Veduta d’insieme
Febbraio 2020

 

Altare ed ambone sono “uniti” da un’Elisse sul pavimento. Dentro c’è una Croce d’oro, il colore della santità di Dio, che sembra sovrapporsi ad una croce rossa, non ben definita, che richiama il sangue, la croce della passione e della morte, quasi a ricordare che la resurrezione viene solo dopo la passione e la morte. Ci sono anche delle “ferite”, d’oro e rosso che ricordano le ferite del costato di Cristo.
In questa ellisse si trova anche un pezzo di stoffa: è il lino di cui erano fatte le bende con le quali si fasciavano i neonati, ma anche i morti. Ancora un intreccio tra morte e vita.
Facendo attenzione si intravedono anche delle scritte, non ben decifrabili. Si tratta del “Gloria al Padre”, scritto in sloveno, sopra al quale sono stati dati alcuni strati di colore e infine di resina, in modo che questa parte di pavimento sembri ricoperta da una lastra di vetro. Tra ambone e altare non si può che dire “Gloria al Padre”…

Pavimento
Ellisse tra altare e ambone
Giugno 2003

 

Dietro all’altare un volto di Cristo in gloria. In greco Cristo è detto Erchomenos, Colui che viene, Colui che sta già venendo avvolto nel divenire della storia.
Il Figlio, nello splendore rosso della sua divinità, è ricoperto del blu dell’umanità. Si abbassa, si umanizza nella sua Chiesa, eppure rimane sempre l’Onnipotente. Con uno sguardo forte, ma misericordioso, ha un volto d’uomo. Per questo in Lui diventa visibile il Padre, quel Dio che nessuno ha mai visto (cf Gv 1,18).
La ferita sul costato di Cristo è dorata, trasfigurata. Se in Cristo crocifisso la ferita è il segno del peccato dell’umanità, in Lui risorto le ferite non più rosse di sangue, ma sono ormai trasfigurate dall’amore, rese d’oro, perché l’amore è più forte del peccato.

Accanto a Cristo troviamo la sua Madre e Giovanni il Battista, il Precursore, il “più grande tra i nati di donna” (cf Mt 11,11). Sono in atteggiamento di Deisis, cioè di preghiera, di intercessione. Si tratta di un atteggiamento spirituale, dove la persona, con il gesto di inchinare il capo, esprime di rinunciare a se stessa, di rinunciare ad essere protagonista e di dare spazio all’altro. Il santo è colui che dà spazio all’altro. Nella deisis, la prima è sempre la Madre di Dio, che ha dato spazio a Dio con il suo “fiat”. In quanto vergine, Maria sa che l’uomo non è mai protagonista della vita. La sterilità è la dichiarazione del fallimento umano di fronte alla vita, mentre la verginità è un libero ritirarsi per dare spazio al Signore della vita. Perciò Maria diventa la casa di Dio. Dall’altra parte c’è Giovanni Battista, che diceva: “Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3,30). La deisis è il senso del nostro cammino, della nostra vita: consumarsi in un gesto che indicherà Cristo, svuotarsi di sé per riempirsi di Cristo.
Con la mano destra Maria stringe al cuore il rotolo della Parola che ha preso dimora in lei, mentre nella mano sinistra tiene il gomitolo con il quale ha tessuto la carne al Figlio di Dio. Giovanni Battista tiene in mano una conchiglia con la quale ha battezzato Cristo.

Parete centrale
Cristo Misericordioso con la Vergine-Madre e Giovanni Battista

Ottobre 2011

 

Proseguendo sulla sinistra, dietro alla Lampada, il Tabernacolo con tre croci a vela. Al centro di una delle croci un dipinto raffigurante la Barca della Chiesa.

Parete destra
Tabernacolo
Ottobre 2011

 

Sulla parete sinistra dopo il Tabernacolo, continua la processione dei santi in atteggiamento di deisis. Troviamo il card. Tomáš Špidlík, , membro del Centro Aletti fino alla sua morte nel 2010, sant’Ignazio di Loyolasan Giovanni Paolo IIsan Pio da Pietrelcinasanta Edith Stein san Leopoldo Mandič.

Parete sinistra
Processione di santi e card. Špidlík
Ottobre 2011

 

Sulla parete destra, vicino alla porta, c’è l’arcangelo Raffaele: con una mano tiene il globo del mondo e con l’altra fa un gesto di benedizione, che protegge e benedice chi entra e chi esce.

Parete destra
Arcangelo Raffaele
Giugno 2003

 

Al lato sinistro dell’altare si trova il crocifisso a stilo è realizzato in bronzo. Sulla base una scena della Discesa agli inferi.

Presbiterio
Crocifisso
Giugno 2003

 

E’ importante sottolineare la rilevanza del “movimento” nell’arte dell’Atelier del Centro Aletti. La vita della materia si percepisce soprattutto nel movimento, che disegna l’orientamento, la mèta verso cui si tende. La materia non è una realtà morta, ma contiene un’energia che il mosaico cerca di mettere in evidenza. E la materia utilizzata è di tipo diverso: si trovano i semplici sassolini di fiume, il travertino, gli smalti e l’oro prezioso. Ciascuna tessera trova un suo spazio e si armonizza bene nel tutto.
Nel mosaico, infatti, gli spazi tra le figure vanno curati con la stessa attenzione e forza creativa delle figure stesse. Le figure sono come le parole, come i discorsi. Il compito degli spazi che le circondano è allora quello di creare lo stato necessario nel cuore affinché siamo in grado di accogliere queste parole. Lo sguardo scivola sui colori, sui movimenti, sulle pietre, e nell’anima nasce un’eco di bellezza. E la bellezza, proprio perché è l’amore realizzato, è forse l’unica capace di creare l’atteggiamento giusto per sentire e comprendere.

Parete sinistra
Particolare
Giugno 2003

 

 

CAPPELLA (ESTERNO)
 

Si accede alla Cappella dal cortile del Centro Aletti. Sopra la porta di ingresso un mosaico raffigurante la Madonna della Scala.

La Vergine Maria è la scala attraverso la quale Cristo è sceso sulla terra, perciò lei tiene le mani in modo che Cristo possa salire sul suo grembo.

Parete sinistra
Particolare
Giugno 2003

Premi qui per accedere alle IMMAGINI e alla DESCRIZIONE delle opera
Arredi
Intarsi
Mosaici
Pittura
Sculture
Vetrate