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Nel febbraio 2007 è stato realizzato l’abside con il tabernacolo e le scene in mosaico di Elia e la vedova ed Emmaus e le due pareti laterali con santa Monica e sant’Agostino. |
| CAPPELLA DI SANTA MONICA | |
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Nel suo Discorso 239 sulla Pasqua, sant’Agostino associa i discepoli di Emmaus alla vedova di Zarepta. |
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Abside |
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Il tabernacolo è al centro, perché in qualche modo raccoglie la sintesi delle due scene: è inserito in un flusso di tanti ori diversi. Da un lato può dare l’idea di separare, come uno specchio, le due scene, ma dall’altro suggerisce proprio l’idea opposta, indicando che le due scene confluiscono in questo unico flusso dove si trova il tabernacolo, su cui in greco c’è scritto ho on, “Colui che è” (cf Es 3,14), parole che molti antichi cristiani scrivevano sulle bende bianche della tomba vuota. |
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Abside |
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Gli sguardi sono molto importanti in queste figure, così come i volti che sono quasi non materiali: nei volti – tranne in quello di Elia che è ancora dell’Antico Testamento, ed è più provato, più materico, fa ancora fatica a vedere Dio nel volto dell’amore – non si vedono le pietre, che pur sono evidenti dappertutto, anche nei vestiti. Ma non nei volti, perché proprio lì si compie quello che era il disegno della creazione, cioè che tutta la materia tende a diventare corpo umano. Quando il corpo è assorbito dall’amore, diventa volto, perché l’amore ha sempre un volto e, quando la materia è assorbita dal volto, perché assorbita dall’amore, non si vede la materia come prima cosa, perché l’amore la cambia. Se si incontra una persona buona, non abbiamo la sensazione della carne e del sangue del suo volto, perché l’espressione di bontà tinge il “crudo” della materia. |
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Santa Monica e sant’Agostino sono rappresentati sull’arco, l’uno specularmente all’altro (lei a sinistra e lui a destra), secondo l’usanza che anticamente sull’arco trionfale erano raffigurati i santi celebrati in quel luogo. |
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Arco |
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Perciò nel mosaico Monica guarda suo figlio, e Agostino guarda chi sta in cappella. E’ l’unico dei personaggi rappresentati che lo fa. Tutti gli altri ci permettono invece di unirci ai loro sguardi: così con Monica guardiamo Agostino, con Cristo i discepoli, con i discepoli il pane, così come loro lo vedevano. |
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Arco |



