ALTRI PERSONAGGI NUOVO TESTAMENTO
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EUROPA

CRIPTA E RAMPA DELLA CHIESA INFERIORE DI SAN PIO DA PIETRELCINA A SAN GIOVANNI ROTONDO [2009>2010]

Indirizzo
Via Sant'Agostino, San Giovanni Rotondo, Italia
Telefono
Parola chiave
Adamo ed Eva, Altri Angeli, ALTRI PERSONAGGI NUOVO TESTAMENTO, Andrea, ANGELI, Annunciazione, APOSTOLI ED EVANGELISTI, Betania, Cacciata dal tempio, Cacciata dalla sinagoga, Chiamata dei discepoli, CRISTO IN GLORIA, Cristo inchiodato sulla croce, Crocifissione, DEISIS, Discesa agli inferi, Fuga in Egitto, Gabriele, Gesù risorto (la tomba vuota e le apparizioni), Gesù tra i dottori, Getsemani, Giovanni Battista, Giuseppe d’Egitto, Giuseppe sposo della Vergine Maria, Guarigione del lebbroso, I dodici apostoli, INFANZIA DI GESÙ, La donna adultera, Lazzaro, Mandylion, MARIA MADRE DI DIO, Marta e Maria, Michele, MINISTERO E MIRACOLI DI GESÙ, MISTERO PASQUALE FINO A PENTECOSTE, Natività, Pantocratore, PERSONAGGI ANTICO TESTAMENTO, Pianto su Gerusalemme, S. Angelo d'Acri, S. Bernardo da Corleone, S. Crispino da Viterbo, S. Fedele da Cantalice, S. Fedele da Sigmaringen, S. Francesco e Giacinta di Fatima, S. Leopold Mandič, S. Lorenzo da Brindisi, S. Pio da Pietrelcina, S. Serafino da Montegranaro, S. Veronica, S. Veronica Giuliani, SANTI E BEATI, Tentazioni, Tre giovani nella fornace

Per approfondimenti: IL CAMMINO DELL’UOMO NUOVO – con san Francesco e san Pio da Pietrelcina di M. I. Rupnik disponibile presso Edizioni LIPA

 




RAMPA DELLA CHIESA INFERIORE DI SAN PIO DA PIETRELCINA

Il pellegrino, arrivando all’inizio della discesa, dovendo prestare attenzione per decifrare scritte di non immediata lettura non immediata è invitato a rallentare il passo e a prendere coscienza della vita nuova che ha ricevuto al Battesimo e che san Francesco e san Pio hanno vissuto in modo radicale, tanto da giungere ad essere con Cristo nascosti in Dio.
Le prime tre immagini sono come dei punti fermi della storia della salvezza, la memoria spirituale che Dio si è fatto uomo affinché noi potessimo vivere la vita divina. Il pellegrino che scende si potrà così mettere in comunione con i due santi approfondendo tutti i grandi passaggi della vita spirituale fino a giungere anche lui a una vita più integrata in Cristo.
“Nella pienezza del tempo Dio mandò suo Figlio / spogliati dell’uomo vecchio / rivestiti di Cristo / lo Spirito Santo grida Abba / figli nel Figlio”.
“Battezzati in Cristo Gesù / nella sua morte / risorti in Lui / vivi tornati dai morti / camminare in una vita nuova”.

Le scritte
Aprile 2009

 

La Madre di Dio tesse la carne al Verbo
Maria si fida della parola dell’angelo e la Parola viene ad abitare nel suo grembo. Maria ha in mano il gomitolo con cui tesse un corpo al Verbo. Grazie a Maria, Cristo si riveste del corpo cioè dell’umanità, dal Verbo a sua volta Maria riceverà la veste di gloria.

Annunciazione
Aprile 2009

 

Noi possiamo vivere la vita divina perché Dio si è fatto Uomo
La Vergine Madre partorisce il vero uomo e vero Dio Gesù Cristo. Lo avvolge nelle fasce e lo depone in una mangiatoia. Le fasce ricordano già le vesti della crocifissione e il Bambino apre già le mani in quell’abbraccio universale che si compirà sulla croce.

Natività
Aprile 2009

 

Lo sguardo di Cristo ci comunica la vittoria sulla morte 
L’uomo scarica su Cristo tutto il male, tutto il peccato, tanto da ucciderlo. Il corpo di Cristo assorbe la morte, ma l’amore di Dio Padre la brucia perché nel suo Figlio non c’è lo spazio per la morte, c’è solo l’amore di Dio.

Crocifissione
Aprile 2009

 

Morti con Cristo, risorti in Lui alla vita nuova
Nel battesimo muore la vita legata al nostro sangue e alla nostra carne perché ferita dal peccato di Adamo e risuscita la vita nuova legata al sangue di Cristo. I segni della morte di Cristo diventano le stigmate delle nostre pasque nell’amore.

Battesimo di san Francesco
Aprile 2009

 

L’amore via dell’uomo nuovo
Francesco vive la vita divina e fa i gesti di Cristo. Non ha più paura per se stesso perciò può amare . E un lebbroso baciato è come Lazzaro risuscitato dai morti.

San Francesco bacia il lebbroso
Aprile 2009

 

L’uomo diventa ciò che contempla
Padre Pio, anche lui con i segni del battesimo cioè già uomo nuovo guarda Francesco che gli rivela Cristo e Padre Pio cresce nella vita in Cristo in comunione con san Francesco. Così anche Padre Pio porterà Cristo nel mondo in modo simile a Francesco.

San Pio contempla Francesco come alter Christus
Aprile 2009

 

La mentalità dell’uomo vecchio non può convivere con l’uomo rivestito di Cristo
San Francesco si scontra con il male che fa resistenza alla vita nuova, alla sequela Christi. Il padre non può comprendere la via intrapresa dal figlio. Francesco con umiltà e senza violenza lascia le cose del padre e si orienta al Padre di ogni paternità.

San Francesco si spoglia davanti al padre
A
prile 2009

 

Il padre e la madre comprendono la vocazione del figlio e se ne prendono cura, pronti anche ai sacrifici
La malattia, la dura prova per la vocazione di padre Pio, diventa per i genitori il compimento della loro stessa vocazione: aiutando Pio, servono la vita di Cristo nel loro figlio e realizzano il vero senso dell’essere madre e padre in questo mondo.

San Pio a casa malato
Aprile 2009

 

La vocazione si rivela all’inizio come una visione profetica
A San Damiano, Cristo crocifisso chiede a Francesco di ricostruire la Chiesa che va in rovina. Francesco si muove immediatamente, anche se solo pian piano comprenderà la profonda chiamata di Cristo, quella di dare alla Chiesa nuovamente un aspetto evangelico.

La visione di San Damiano
Aprile 2009

 

L’uomo non può vincere da solo il male ma lo si combatte con Cristo e in Cristo
Nella visione della lotta con il gigante, padre Pio rivela la sua vocazione alla lotta spirituale. Si combatte il male con Cristo e non da soli. Cristo vuol dire la Parola di Dio che si è fatta corpo a cui Padre Pio si può aggrappare. Cristo gli offre già la corona della vittoria finale.

San Pio combatte contro un gigante nero
Aprile 2009

 

San Francesco dopo la quaresima a san Michele non si sente degno di scendere nel santuario 
San Francesco, conscio del male che attraverso tante insidie cerca di distrarre l’uomo dalla vita nuova, quella senza tramonto, chiede la grazia del combattimento spirituale all’Arcangelo Michele, affinché lo protegga dal male .

San Francesco sulla soglia del santuario a Monte San Michele
Aprile 2009

 

Il male ha radici nel mondo spirituale e si può combattere solo con le armi spirituali
Anche Padre Pio venera san Michele arcangelo perché la lotta spirituale è una delle caratteristiche principali del santo di Pietrelcina. Qui avviene l’Investitura di san Pio da san Michele per la lotta contro il male. In un tempo in cui si pensa facilmente che il male si possa gestire con mezzi umani, il Signore, attraverso padre Pio, ci richiama alla vera natura del male .

San Michele benedice san Pio
Aprile 2009

 

Come i grandi mistici, amava pregare nella grotta che lo ricordava anche il costato di Cristo
La vita nuova è la vita di Dio perciò il dialogo con Lui è come il respiro. Il respiro fa vedere che siamo vivi e la preghiera, il parlare con Dio, fa vedere che viviamo della sua vita.

San Francesco prega nella grotta
Aprile 2009

 

La sua preghiera è sacerdotale, continuamente intercede presso il Signore per quelli che a lui si affidano
Padre Pio parla con Dio chiedendo soprattutto l’azione di Dio sulle persone che a lui si rivolgono. La sua preghiera è un altare esteso sull’universo e una offerta perenne del sacrificio di sé unito a Cristo per il bene dei fratelli.

San Pio prega sull’altare davanti al crocifisso
Aprile 2009

 

Gli uomini non vogliono ascoltare il Vangelo, san Francesco si rivolge agli uccelli
Francesco fa l’amara esperienza di essersi preparato con cura per predicare il Vangelo a Roma e a constatare di non trovare nessuno che desiderava ascoltarlo. Lasciando Roma, si imbatte su uno stormo di uccelli, e con sorpresa scopre che questi gli danno ascolto.

San Francesco predica agli uccelli
Aprile 2009

 

L’amore si realizza attraverso il triduo pasquale
Anche padre Pio vive le sue incomprensioni e su di lui si abbattono diverse bufere, non dall’esterno ma dal di dentro della Chiesa e dei suoi. Ma egli si stringe a Cristo per potersi conformare in tutto all’amore di Dio che si manifesta nella storia al modo della Pasqua.

San Pio, interdetto, celebra da solo
Aprile 2009

 

Nella lotta spirituale, si chiude come riccio al mondo e si apre solo alla Parola di Dio
San Francesco, uomo austero, secondo la statura dei grandi santi asceti, non conosce tregua nella lotta. Le lacrime e le pagine del Vangelo sono in Francesco un tutt’uno e il nemico non riesce a trovare la fessura per penetrare in lui.

San Francesco tentato dal diavolo, nascosto nel cuscino
Aprile 2009

 

Più forte della sofferenza del male è la consolazione divina
Quando si rischia di trascurare qualche realtà della fede, lo Spirito Santo suscita dei santi che richiamano alla nostra attenzione quelle realtà. Padre Pio, con molto sacrificio e dolore, ci ricorda che l’unica consolazione è l’intima unione con Cristo che allontana ogni male, perché la presenza di Cristo risana e salva.

San Pio bastonato dal diavolo è consolato dal Bambino Gesù
Aprile 2009

 

Solidarietà nella solitudine di Dio non amato
Francesco è il grande mistico delle lacrime. L’amore di Dio suscita in lui la compassione e la carità verso Dio. Lui come parte dell’umanità piange la durezza dell’uomo che non risponde a all’amore folle di Dio che ha dato nelle nostre mani il proprio Figlio.

San Francesco piange nel bosco l’amore di Dio non amato
Aprile 2009

 

Per la grazia e l’amore, san Pio viene unito al Crocifisso nell’ora della suprema solitudine
Il Golgota è il luogo della solitudine di Dio e dell’uomo. Il muro della separazione, la morte, è superato da Cristo e con la sua morte viene al di qua del muro. E Padre Pio nell’ora della stigmatizzazione e transverberazione vive la grazia della piena adesione alla discesa di Dio.

San Pio con-crocifisso con Cristo
Aprile 2009

 

San Francesco come buon pastore porta una pecora smarrita a Cristo vero Buon Pastore
Francesco è una “guida guidata”. Non è lui il punto di arrivo, ma rimanda a Cristo. E la pecora smarrita che lui riporta a Cristo contempla il costato aperto per inabissarsi nelle profondità imperscrutabili della misericordia di Dio.

San Francesco manda a predicare la penitenza e la misericordia
Aprile 2009

 

Come discepolo di san Francesco, san Pio fa penitenza e distribuisce la misericordia, il perdono
Padre Pio fa penitenza incastonato nel confessionale, luogo in cui lui nel sacramento della riconciliazione partecipa alla vittoria sul male. Cristo non solo vince il male ma riesce a convertirlo in bene. Chi si alza dalla confessione, al posto del peccato porta Cristo.

San Pio nel confessionale
Aprile 2009

 

I frati si uniscono alla preghiera e, nella convergenza reciproca, si comprendono l’un l’altro 
La presenza del santo suscita la preghiera, crea la comunione con Dio e con gli uomini. Il santo, per grazia, ci coinvolge in Dio indicando la nostra vocazione. La carità non conosce confini e il santo vive già nella dimensione dell’Ottavo giorno.

San Francesco appare ai frati in un carro di fuoco
Aprile 2009

 

Anticipazione dell’ottavo giorno, giorno in cui il corpo è sciolto dai legami di tempo e spazio
La bilocazione è un dono dello Spirito Santo alla Chiesa per confermarla e consolidarla nella fede nella resurrezione, ossia nell’eternità dell’Ottavo giorno. Padre Pio visitando il cardinal Mindszenty e portandogli tutto il necessario per la santa messa in prigione, sottolinea che con l’Eucaristia tutto il creato passa nell’Ottavo giorno.

San Pio porta il pane e il vino al cardinal Mindszenty prigioniero
Aprile 2009

 

La vita spirituale non è un’imitazione di modelli esterni, ma primato della carità e unione d’amore con il Signore
San Francesco cerca di liberare un frate dal moralismo, richiamandolo alla vera indole della vita spirituale. Nella fede, i santi vogliono essere ispirazione per la nostra vita e soprattutto amici. In comunione con essi, ci sentiamo più forti perché non siamo più da soli nel cammino dell’ascesi.

San Francesco porta il pane a un frate che lo imita nel digiuno
Aprile 2009

 

La comunione testimonia l’autenticità della vita spirituale
Padre Pio amava trattenersi nelle serate con i frati in conversazione sulle cose spirituali, soprattutto sulla vita dei santi. Ma pure al semplice racconto delle storie, degli eventi e anche delle barzellette.

San Pio nella convivenza fraterna
Aprile 2009

 

Per l’uomo spirituale il creato è il luogo in cui Dio nutre, consola, guarisce e salva
San Francesco stava male e sentiva che bere un bicchiere di vino gli avrebbe fatto bene. Non avendolo benedice l’acqua e questa diventa vino. L’uomo spirituale vede l’acqua, il vino e il sangue di Cristo e conosce l’unità dell’amore, verso Dio, verso gli altri, la terra e se stesso. E’ un uomo veramente libero.

San Francesco trasforma l’acqua in vino
Aprile 2009

 

Attraverso le lettere un padre spirituale illumina, consola, ammonisce e persino guarisce
E’ impressionante la mole di corrispondenza di padre Pio, che indica quanto volesse aiutare la gente a leggere l’opera salvifica che lo Spirito Santo, per mezzo di Cristo, continua a compiere nella Chiesa.

San Pio attende alla corrispondenza
Aprile 2009

 

Per l’uomo spirituale anche il più grande nemico è destinatario del messaggio di salvezza
San Francesco, da uomo libero, non agisce secondo i pregiudizi e affascina persino il sultano con la sua predicazione. E, come dice san Bonaventura, è tornato in Italia triste non tanto perché non abbia convertito il sultano, ma perché questi lo ha persino difeso e Francesco non è potuto diventare martire.

San Francesco annuncia il Vangelo al sultano
Aprile 2009

 

Il padre spirituale sa accogliere senza pregiudizi tutti quelli che a lui si rivolgono
Il dialogo con la cultura passa soprattutto attraverso l’incontro con le persone che la fanno. Padre Pio, da padre spirituale, aveva quella sapienza della vita che attraeva tanti uomini dotti e famosi perché da lui cercavano una parola sul mistero della vita.

San Pio benedice le donne e gli uomini di cultura
Aprile 2009

 

L’uomo spirituale realizza la carità; l’amore realizzato è la bellezza, e la bellezza attira
San Francesco, da uomo nuovo, vivendo radicalmente la conformità a Cristo, diventa padre nella fede. Quelli che lo incontrano non vivono più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro.

San Francesco presenta al Signore il secondo e terzo ordine francescano
Aprile 2009

 

Generati per Dio nella preghiera, da fratelli
Padre Pio intuisce che si va verso un tempo in cui si discuterà di più, si lavorerà molto, ma la preghiera potrà essere trascurata. Sapendo bene che senza preghiera non c’è la vita con Dio lui inizia una catena di preghiera incessante.

Paternità di san Pio: i gruppi di preghiera
Aprile 2009

 

La felicità – attraverso la creazione invisibile Dio consola il cuore di chi lo ama
La vita ricevuta al battesimo si realizza attraverso il cammino pasquale che rende l’uomo felice. La beatitudine e la felicità sono compagne di chi sta con Cristo e sa di camminare sulla via giusta, malgrado le vicissitudini drammatiche della vita.

San Francesco ascolta la musica degli angeli
Aprile 2009

 

“La mia consolazione sono i bambini ammalati”
Padre Pio è soprattutto padre. I penitenti e i fedeli che affluivano a lui lo hanno conosciuto come padre che genera per la vita, capace di superare la morte. E per questo il flusso dei fedeli continua, in un tempo in cui più che mai si avverte il bisogno di un padre.

San Pio e la Casa Sollievo della Sofferenza
A
prile 2009

 

Si entra in cielo attraverso l’amore, cioè attraverso le cose con le quali abbiamo amato
Padre Pio si ferma sulla porta del paradiso che per lui ha la forma della porta del confessionale, e chiede al Signore di lasciarlo lì finché il suo ultimo figlio non sarà entrato. Nel paradiso si intravede Mary Pyle, sua grande discepola e figlia spirituale, e la Madonna delle Grazie da lui tanto amata e venerata.

San Pio sulla soglia del paradiso
S
ettembre 2009

 

“L’umile argilla diverrà oro finissimo”
Tutta la tradizione iconografica della Chiesa findai tempi antichi ci insegna che l’oro è la materia più adatta per esprimere la santità, la fedeltà e la luce della gloria di Dio. Anche Padre Pio si inserisce in questa tradizione e vede nel passaggio dall’argilla all’oro la trasformazione dell’uomo vecchio in uomo nuovo. Vede la trasfigurazione che la grazia di Cristo compie in noi esseri umani fragili, vulnerabili, aperti al peccato.

Dall’argilla all’oro, dall’uomo vecchio all’uomo nuovo
Settembre 2009

 

Prima di entrare nella cripta, sopra la porta, c’è l’immagine di Cristo che scende negli inferi, bloccando con la croce la bocca dello Sheol, e tira fuori dall’impero della morte Adamo ed Eva. Cristo non lascerà nella terra il corpo di coloro che lo hanno seguito per vivere la sua vita, ma li risusciterà portandoli con sé nella luce della gloria del Padre.

Ingresso nella cripta con la Discesa agli inferi
Settembre 2009

 

Giovanni Paolo II è stato il Papa che ha portato il frate di Pietrelcina, grande confessore e instancabile dispensatore della misericordia di Dio, umile combattente nella lotta contro il male, all’onore degli altari:
Che cos’è stata la vita di questo umile figlio di san Francesco,
se non un costante esercizio di fede, corroborato dalla speranza del cielo,
ove poter essere con Cristo? “Vado a prepararvi un posto perchè siate anche voi dove sono io”.
Quale altro scopo ha avuto la durissima ascesi
a cui Padre Pio si è sottoposto fin dalla prima giovinezza,
se non la progressiova identificazione col divin Maestro, per poter essere là dove Egli è.

La porta
Aprile 2010

 

La porta segna il passaggio. Quando la porta è aperta, il pellegrino vede sopra la luna, il sole e la stella a otto punte, cioè la stella che annuncia l’Ottavo giorno, la nuova creazione, il giorno in cui tutto è compresente in Cristo. San Francesco e san Pio hanno fatto vedere Cristo nella loro vita, lo hanno reso visibile e hanno condotto tante persone all’incontro con Lui. Ora, se si vuole incontrare san Pio, bisogna incontrare Cristo, perché san Pio è in Cristo e nella sua gloria.
Il senso della rampa è dunque, in comunione con i due santi, quello di vincere tutti gli scogli, le tentazioni e le illusioni della vita per giungere Cristo. Varcando la porta, si entra nella reggia del Re dei Cieli dove tutto ci parla di Cristo, da ogni parte ci viene incontro Cristo e, con Lui e in Lui, san Pio.

 



CRIPTA DELLA CHIESA INFERIORE DI SAN PIO DA PIETRELCINA

Dopo aver percorso un cammino spirituale con san Francesco e san Pio, il pellegrino entra nella cripta, dove, venerando le reliquie del santo, contempla anche la propria vita in Dio.
E’ uno spazio della luce di Cristo che vorrebbe rimandare alla luce senza tramonto della santità e della fedeltà di Dio. Vorrebbe richiamare alla memoria il paradiso, il cielo, che è la vera patria di ogni battezzato. Questo cielo è Cristo e noi ci troviamo in Lui.

Veduta d’insieme dal lato destro
Giugno 2009

 

Tra l’eternità dell’ottavo giorno del Cristo in gloria e la storia nel tempo si stende la santità di Dio. Il soffitto è tutto in oro, dono dei pellegrini come ex voto per Padre Pio. E, secondo le parole di san Pio, quest’oro adesso risplende nella reggia del Re celeste per la gloria del Salvatore nostro. Una sola invocazione del peccatore a Cristo basta per far splendere su di lui il cielo della misericordia e della santità di Dio.
La storia dell’umanità e del creato che si muove nello spazio e nel tempo viene raggiunta dall’amore di Dio con l’incarnazione del Verbo. Cristo da un lato assume la storia dell’umanità, dall’altro si lascia plasmare da essa. Così la storia comincia a trasfigurarsi nella storia della salvezza. Gli episodi scelti sono quelli che con il loro contenuto teologico spirituale fanno da fondamento e compimento agli episodi della vita sia di san Francesco che di san Pio.

Veduta panoramica
Giugno 2009

 

Attraverso la pasqua Cristo trionfa nella gloria del Padre come la vita senza tramonto
La colonna sulla quale poggia tutta la chiesa non può essere altro che il Cristo stesso, come ci rivela la Sacra Scrittura. Cristo in gloria, con un angelo di luce che non si spegne mai per rendere testimonianza all’eterna pasqua del Figlio Pantocratore, che tutto mantiene con il suo amore e con la potenza divina. “Io sono la Vita” sta scritto sul libro aperto.

La colonna centrale
Giugno 2009

 

Padre Pio riposa in Cristo, nel Cristo della gloria celeste. Come dice san Paolo ai Colossesi, la nostra vita è con Cristo nascosta in Dio. Vediamo il suo sarcofago attraverso la ferita del costato. Così ci inseriamo nella perfetta tradizione francescana alla quale attingeva anche san Pio quando tante volte consigliava alle persone di mettersi nel costato di Cristo.

Cristo in gloria
Giugno 2009

 

Attraverso la pasqua Cristo trionfa nella gloria del Padre come vita senza tramonto.

L’angelo della gloria di Dio
Giugno 2009

 

Testimonianza della luce incorruttibile al cospetto di Cristo e di coloro la cui vita è con Lui nascosta in Dio.

L’angelo seduto sul masso rotolato indica la tomba vuota con le bende piegate
Giugno 2009

 

La risurrezione di Cristo è l’evento fondante della storia di tutto l’universo e di ogni persona risorta nel battesimo
Il peccato ci ha abituato a guardare la vita nella prospettiva della tomba che si chiuderà su di noi. Ma, l’angelo seduto sulla pietra arrotolata ci rovescia lo sguardo: bisogna guardare la vita dalla tomba aperta in qua, anche perché questo è ciò che è successo con noi nel battesimo. E se siamo risuscitati nel battesimo risusciteremo anche alla fine dei tempi.

Cristo appare a porte chiuse soffiando sui discepoli lo Spirito Santo per il perdono dei peccati
Giugno 2009

 

Attraverso il perdono dei peccati, lo Spirito Santo nella Chiesa ci fa partecipi della risurrezione di Cristo
La Chiesa è lo spazio in cui si supera la morte. Grazie al perdono dei peccati che ricompone l’unione con Dio e ci inserisce in Cristo, noi ci spostiamo da un tempo corrotto dalla morte a una vita non più corruttibile. Con il perdono dei peccati, per mezzo dello Spirito Santo, noi in Cristo entriamo nella comunione eterna del Dio trino.

La Sacra Famiglia fugge in Egitto
Giugno 2009

 

Dal luogo della tragedia, della più grande prova, verrà la salvezza
Gli dei pagani stanno cadendo e si spezzano perché sta entrando il vero Dio. I serpenti sono in fuga perché arriva Colei che schiaccerà loro la testa.

Gesù tra i dottori della legge nel tempio
Giugno 2009

 

Gesù come Verbo di Dio tra la volontà del Padre e le attese degli uomini
Cristo già da bambino indica con chiarezza la sua identità. Riconciliare gli uomini con Dio sarà il compimento della sua missione nella Pasqua.

Cacciata dalla sinagoga
Giugno 2009

 

Gli esperti della parola non riconoscono in Cristo l’incarnazione del Verbo custodito gelosamente nei rotoli della Scrittura
Ci si possono creare delle convinzioni, delle teorie che impediscono la vera conoscenza di Dio. Così si rimane da soli scacciando Cristo, il Salvatore.

Satana tenta Cristo nel deserto
Giugno 2009

 

Il Signore si difende con lo scudo della Parola scegliendo liberamente la croce, la pasqua come via della salvezza
Il tentatore vorrebbe che Cristo fosse un salvatore taumaturgico, ma lui sceglie la via della pasqua e spontaneamente già alza la mano verso la croce che si intravede e sulla quale la sua mano sarà inchiodata.

Giovanni Battista proclama: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo.”
Giugno 2009

 

Nella passione Cristo, muto agnello di espiazione, subisce il male e assorbe il peccato degli uomini
Cristo salva il mondo con il suo silenzio, con il suo non difendersi. Addossandosi le colpe di tutti, toglie il veleno della vendetta e abbatte il muro dell’inimicizia.

 

Due discepoli del Battista chiedono a Cristo: “Maestro dove abiti?”
Giugno 2009

 

Cristo indica la tenda del Padre nella città del cielo: il passaggio dalla tenda fatta con le mani d’uomo alla tenda non fatta con le mani d’uomo
Cristo invita i discepoli a seguirlo per vedere la sua abitazione che è presso il Padre. Il passaggio, dunque, dalle schiavitù alla figliolanza, dallo schiavo al figlio.

I venditori cacciati dal tempio
Giugno 2009

 

Cristo, orante, è il vero tempio in cui da figli si adora il Padre
Cristo non ammette che nella casa di preghiera, che è la casa del Padre, sia immischiata una mentalità mercantile perché la fede è basata sull’amore, e dunque sulla libera adesione. Non si mercanteggia con Dio.

Cristo piange su Gerusalemme
Giugno 2009

 

La città che sceglie altri dei, uccide i profeti, non accoglie il Messia
Gerusalemme è diventata adultera e non è più dedicata solo al suo Signore, al Signore d’Israele. Cristo rimarrà fuori, non accettato, respinto e alla fine ucciso fuori dalle mura di Gerusalemme.

Cristo guarisce il lebbroso
Giugno 2009

 

La lebbra è guarita solo da Dio eppure le autorità non riconoscono Cristo come Dio
Cristo si inchina sul lebbroso lasciandosi toccare da lui e a sua volta toccandolo, vincendo così la separazione e l’isolamento che la lebbra comportava. Il peccato isola l’uomo nella morte e Cristo scende in essa per toccare la nostra carne mortale, con il suo corpo caldo dell’amore del Padre.

Il perdono alla donna adultera
Giugno 2009

 

Cristo, scrivendo sulla pietra, mette a nudo il cuore di pietra degli accusatori
Cristo ferma le pietre preparate dal giudizio dell’uomo per uccidere la peccatrice. La misericordia e il perdono vengono incontro alla donna che con il cuore contrito guarda Cristo come unica speranza per lei. E Cristo già vede in lei la donna nuova, lavata dal perdono.

Cristo alla mensa di Betania con Lazzaro risorto
Giugno 2009

 

L’amicizia è la festa dell’amore divino-umano, il peccato fa lo scisma nell’amore
Chi pensa che dare a Dio è rubare all’uomo ancora non è stato raggiunto dall’amore. Tutta la storia ci testimonia che, quando si prosciuga l’amore per Dio, l’amore per l’uomo diventa un moralismo sterile e un filantropismo vuoto.

Cristo nel Getsemani
Giugno 2009

 

“Getsemani” in ebraico significa “frantoio”; Cristo affidandosi al Padre si affida nelle mani dei peccatori
Ecco il compimento annunciato nel ritrovamento del tempio. Tra le due pietre si trova il Cristo sofferente, ma il vero amore del Figlio si riconosce nell’obbedienza al Padre, il quale vuole che il mondo si scopra amato da Lui. Perciò il Figlio si affida nelle mani degli uomini, per far loro vedere quanto Dio li ama.

Cristo inchiodato sulla croce
Giugno 2009

 

Un mantello intriso di sangue avvolge il Signore penetrato dal male del mondo; il rosso come colore di Dio parla nel corpo inchiodato
Cristo inchiodato ci salva dalla idolatria della libertà. Il peccato ha scismato la libertà dall’amore e l’amore dalla libertà, e fa desiderare la libertà senza amore e fa vedere l’amore come un giogo senza libertà.

Il sudario di Veronica
Giugno 2009

 

San Francesco piangeva perché nessuno amava Dio, lei ha fatto un gesto d’amore per Dio e si riveste di Cristo
Il corpo di Cristo ferito può essere anche la Chiesa che è il suo Corpo, cioè noi stessi. Chi ama fa un gesto di carità verso questo corpo, un gesto di tenerezza come fa una madre al bambino che si è fatto male. E avviene il miracolo: siccome la carità ha origine in Dio, Dio si rivela in essa dandoci il suo Volto e noi, come Veronica, ci rivestiamo di Lui.

Giuseppe d’Egitto riconosciuto dai fratelli
Settembre 2009

 

Il rifiutato, rigettato, odiato senza motivo, diventa la fonte della salvezza. Dal covone al grano dell’Eucaristia
Cristo viene atteso e prefigurato nell’Antico Testamento. Giuseppe d’Egitto è un’immagine di Cristo pasquale, ma anche una bellissima parabola di padre Pio: anche lui è stato rifiutato, criticato, deriso, ma alla fine i fratelli hanno attinto alla salvezza grazie a lui. La Provvidenza come via della salvezza.

I tre giovani nella fornace
Settembre 2009

 

In unione con Dio si attraversa il male del mondo, nel Triduo pasquale
I tre giovani nella fornace sono un’antichissima immagine di come la comunione con Dio e la fedeltà a Lui proteggono e salvano dal male rendendo immune al male del mondo chi a Dio si affida. Cristo con la sua passione, con la sua morte e la risurrezione, è la via per superare il male illesi. Anche questa una parabola della vita di padre Pio.

I due serafini
Aprile 2010

 

San Francesco ha ricevuto dalla Chiesa il titolo di “santo serafico”. Come sulla rampa ci hanno accompagnato questi due santi, così all’uscità vediamo questo titolo serafico esteso anche su padre Pio. La rampa rivela la grande statura di santità e di spiritualità di padre Pio, tanto da essere spiegata di pari passo con san Francesco.
La comunione con i due santi ci ha portato a un’esperienza ricca di Cristo, della sua misericordia, della sua salvezza, del suo amore per ognuno di noi. Nella cripta insieme a padre Pio abbiamo contemplato che la meta della nostra vocazione è passare dall’argilla all’oro finissimo. Adesso stiamo tornando dal nostro pellegrinaggio coscienti che non siamo oro finissimo come padre Pio, ma siamo certi che comunque, più di prima, siamo penetrati dalla luce e dalla santità.

I santi francescani cappuccini
Aprile 2010

 

Incontriamo una processione di santi e beati cappuccini e cappucine che salgono verso la risurrezione universale.
Proprio prima di staccarsi dalla colonna, padre Pio ci benedice, confermandoci nella fede, nella vocazione e nella certezza che anche noi, umile argilla, possiamo far parte dello splendore della reggia del Re dei Cieli.

 

Il crocifisso all’esterno della chiesa
Aprile 2010

 



Benedetto XVI a San Giovanni Rotondo (21 giugno 2009)

Benedetto XVI a San Giovanni Rotondo
21 giugno 2009
Foto: Ⓒ Voce di padre Pio

Benedetto XVI a San Giovanni Rotondo
21 giugno 2009
Foto: Ⓒ Voce di padre Pio

Benedetto XVI a San Giovanni Rotondo
21 giugno 2009
Foto: Ⓒ Voce di padre Pio

Benedetto XVI a San Giovanni Rotondo
21 giugno 2009
Foto: Ⓒ Voce di padre Pio


 

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